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Giustizia: Gonnella; per limitare sovraffollamento indicazioni di non procedere ad arresti PDF Stampa
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Redattore Sociale, 22 ottobre 2010

Per il presidente di Antigone tre le grandi anomalie: alta percentuale di detenuti in attesa di giudizio, alta presenza di stranieri e presenza di tossicodipendenti doppia rispetto alla media europea.
“I tassi di crescita dei detenuti sono stati pericolosamente alti nei primi mesi dell’anno. Negli ultimi tre mesi c’è stato invece un rallentamento della crescita. Dalle periferie d’Italia ci segnalano che ci sono state indicazioni di non procedere agli arresti”. Così Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in occasione della presentazione del settimo Rapporto nazionale sulle condizioni dei detenuti, che si è svolta questa mattina a Roma proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Stefano Cucchi. “Per tutto il 2008, il 2009 e i primi sei mesi del 2010 si è registrata una crescita di detenuti tra le 500 e le 600 unità al mese - ha precisato Gonnella - . Tra luglio, agosto e settembre le presenze sono però cresciute di circa 80 unità al mese e questo è accaduto in un periodo estivo in cui solitamente la crescita è più alta”. Secondo il presidente di Antigone il calo non è casuale: “Sappiamo che in molte città si sono riuniti i comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza, dove le autorità penitenziarie con un grande senso di responsabilità hanno affermato che non ci sono più posti”.
Intrattenendosi con i giornalisti Gonnella ha parlato anche di quelle che ha definito come “le tre anomalie italiane”. Si tratta dell’”alta percentuale di detenuti in attesa di giudizio”, della “presenza di tossicodipendenti doppia rispetto alla media europea” e della “presenza di stranieri quasi doppia rispetto alla media europea”. Tre poi i reati maggiormente responsabili del sovraffollamento: “la violazione della legge sugli stupefacenti, la violazione delle leggi sull’immigrazioni e i reati contro il patrimonio”. Quanto alle possibili soluzioni rispetto al problema del sovraffollamento Gonnella ha parlato di misure alternative, ma non solo. “Ci vuole coraggio - ha detto - questa è una fase politica in cui ci vuole coraggio”, evitando di “alimentare paure che non esistono”. “Alcune grandi questioni come quelle delle droghe e dell’immigrazione devono essere trattate con strumenti diversificati - ha concluso - . Bisogna anche costruire le carceri, nessuno dice di no, ma bisogna farlo sapendo che non è la soluzione del problema. È una soluzione parziale del problema”.
 

 

 

 

 

 

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