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Lettere: detenuto denuncia di aver subito un pestaggio, il Dap gli chiede 30mila € di risarcimento PDF Stampa
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di Stefano Anastasia e Simona Filippi

Terra, 22 ottobre 2010

La scena finale è questa: a Sergio viene recapitata una lettera della Direzione del carcere in cui gli viene chiesto di risarcire l’Amministrazione penitenziaria per una somma di 30.354,05 euro. Trentamila trecento cinquanta quattro euro: più o meno quanto un detenuto ben inserito guadagna legalmente, in carcere, in sei - sette anni. Fosse fuori, Sergio potrebbe rivolgersi a degli strozzini, o prestarsi a qualche attività illecita più remunerativa del precariato legale, ma in galera come si fa a trovare tutti quei soldi?
Ma torniamo all’inizio di questa storia. Un anno fa Sergio aveva denunciato quattro agenti di polizia penitenziaria che avrebbero usato violenza nei suoi confronti fino a farlo ricoverare d’urgenza in Ospedale. Nel frattempo anche i poliziotti sporgevano querela nei confronti di Sergio, colpevole - a dir loro - di averli colpiti e feriti. È sempre la stessa storia, come quando da ragazzini ogni litigata finisce nell’accusa reciproca: “è stato lui a cominciare!”.
Come vuole la legge, sarà un giudice a decidere sullo svolgimento dei fatti e sull’attribuzione delle responsabilità, ma intanto la Direzione del carcere si attiva: quei 30mila e passa euro devono essere risarciti in applicazione dell’articolo 2043 del codice civile: “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un fatto ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”. 30.354,05 euro sono il corrispettivo dei 284 giorni di assenza per infortunio dei quattro agenti che sarebbero stati malmenati da Sergio.
Scopriamo così che da tempo il Dap interpreta fermamente quell’articolo del codice civile. Per gli infortuni, e le conseguenti assenze per malattia, derivanti da incidenti stradali, provvede l’assicurazione stipulata dall’Amministrazione oltre i limiti obbligatori della responsabilità civile; per le assenze causate da fatto illecito, l’Amministrazione dovrà rivolgere “al terzo autore dell’illecito, anche se detenuto”, “formale richiesta di recupero del trattamento economico corrisposto al dipendente” infortunato.
Non staremo qui a dire della opportunità di tutelare l’Amministrazione penitenziaria con una apposita assicurazione anche su questo genere di incidenti, piuttosto che di andare a esigere crediti a soggetti naturalmente insolvibili, ma curiosa è la tempistica della richiesta rivolta a Sergio: non c’è ancora un giudizio definitivo su chi abbia commesso cosa (se Sergio o i quattro poliziotti), come si fa a chiedere l’applicazione di quell’articolo del codice civile i cui presupposti sono che vi sia stato un fatto illecito e che ne sia stata attribuita la responsabilità a qualcuno? Non sarà che a giorni deve svolgersi l’udienza preliminare e una simile richiesta di indennizzo può “ammorbidire” una delle parti in causa?
 

 

 

 

 

 

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