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Sardegna: Sdr; sempre più gravi conseguenze blocco di spesa sulla sanità penitenziaria PDF Stampa
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Agi, 22 ottobre 2010

“Nonostante le assicurazioni, prosegue in Sardegna il blocco della spesa per la sanità penitenziaria con sempre più gravi conseguenze sulle condizioni di salute dei detenuti. Le preoccupazioni dei familiari, privi di certezze sul presente e l’immediato futuro, e degli operatori sanitari, che non riescono a fronteggiare le richieste di assistenza, stanno rendendo incandescente il clima all’interno delle strutture detentive.
Pesante la situazione di Buoncammino sovraffollato e con numerosi pazienti con gravi disturbi, ma il disagio accomuna purtroppo tutti gli Istituti di pena. San Sebastiano e Badu ‘e Carros non fanno certo eccezione”. Lo denuncia Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, richiamando ancora una volta l’attenzione sull’irrisolto problema del passaggio della sanità penitenziaria dal Ministero della Giustizia a quello della Sanità e quindi alle Aziende Sanitarie Locali. L’ex consigliere regionale sottolinea anche la necessità “di disporre di almeno 500mila euro per riattivare le guardie mediche, le visite specialistiche e i centri diagnostico terapeutici oggi affidati esclusivamente alla buona volontà di medici e infermieri e alla sensibilità degli agenti di polizia penitenziaria chiamati a rendere meno oppressiva la condizione dei detenuti”.
“Avevamo accolto con ottimismo - afferma Caligaris - le dichiarazioni dell’assessore regionale della Sanità Antonello Liori che aveva affermato di essere impegnato nella individuazione dei fondi necessari a coprire le spese del 2010 in attesa del passaggio di competenze. Anche l’incontro con il Provveditore regionale Felice Bocchino ci aveva fornito rassicurazioni sulla imminente soluzione del problema. Invece i giorni passano inesorabilmente e continuiamo a ricevere segnalazioni di pericolose epidemie a partire da casi di Tbc nelle Colonie Penali che necessitano di lunghi periodi di profilassi per detenuti, agenti e operatori.
L’associazione che ha inviato segnalazioni alle procure e al Presidente della Repubblica ritiene - sottolinea la presidente di SdR - che dentro gli istituti penitenziari si stia vivendo un’emergenza veramente pericolosa non più affidabile al senso di responsabilità dei cittadini privati della libertà e dei loro familiari. Occorre mettere subito rimedio con opportune iniziative amministrative. Il rischio che la Giunta regionale debba rispondere di omissione di atti d’ufficio per il mancato sostegno finanziario all’esercizio del diritto costituzionale alla salute dei carcerati. È grave però che mentre tutto ciò accade anche il Governo taccia e non assuma provvedimenti conseguenti. Appare insomma chiaro a tutti che i problemi dei detenuti - conclude Caligaris - non interessano se non quando ci scappa il morto”.
 

 

 

 

 

 

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