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Volterra: i detenuti-attori della Compagnia della Fortezza scrivono al Presidente della Regione PDF Stampa
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Il Tirreno, 22 ottobre 2010

Un ponte tra il Maschio e la Regione. Regista e detenuti attori raccolgono le firme e le mandano direttamente al presidente della Regione Enrico Rossi. L’invito - lettera aperta mira a creare un ponte con Firenze per caldeggiare il progetto del Teatro Stabile nel carcere di Volterra. “Se avessimo la possibilità di costruirlo realizzeremmo il vero, primo teatro a contatto con una comunità, un teatro d’arte per tutti insomma”, la mano è quella di Armundo Punzo, il deus ex machina della Compagnia della Fortezza.
La volontà è quella di far sapere che succede all’interno del Maschio. “Abbiamo bisogno di disegnare un futuro al nostro progetto, lo Stabile aprirebbe le porte ad una formazione dei detenuti sui diversi mestieri del teatro e metterebbe sempre più in relazione l’interno con l’esterno”. L’appello di Punzo e dei detenuti - attori, quelli che nei prossimi giorni saranno al Fabbricone di Prato con “Hamlice, saggio sulla fine di una civiltà”, è accorato.
“Se si partecipa in qualche modo a questa vita, si sente che c’è qualcosa di speciale che chiede solo di crescere”. Punzo spiega presente e possibile futuro. “Il teatro stabile può diventare un catalizzatore di cultura ideale e fisico per Volterra e non solo, poiché la storia della Compagnia della Fortezza viene da lontano e col tempo ha saputo farsi ascoltare anche fuori dai confini della nostra città e del nostro Paese. Siamo riconosciuti come l’esperienza più innovativa e all’avanguardia, in questo campo, a livello internazionale.
Al nostro lavoro viene riconosciuto anche il valore di indicazione politica concreta per il trattamento e la gestione degli istituti di pena. L’esperienza mi ha insegnato che spesso chi non ha mai visto niente di quello che facciamo, quando ci incontra per la via diretta, vive un inizio. Ed è la meraviglia di trovare qualcosa di bello e necessario proprio nell’ultimo posto dove avresti immaginato di trovarlo”. Punzo e i detenuti si rivolgono al presidente Rossi: “Mi auguro che queste poche righe e la tua naturale attenzione per le problematiche del sociale e della cultura ti possano convincere a venire a Volterra”.
 

 

 

 

 

 

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