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Giustizia: Sappe; sulle carceri l’immobilismo della politica, domani sit-in di protesta PDF Stampa
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Ansa, 18 ottobre 2010

“Sono ormai passati quasi dieci mesi - era il 13 gennaio 2010 - da quando il Governo decretò ufficialmente lo stato di emergenza nazionale conseguente all’eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, ma la situazione non è affatto cambiata. Anzi, è peggiorata. Dai 64.791 detenuti che c’erano nelle 206 carceri del Paese il 31 dicembre 2009 siamo arrivati a contare 68.536 presenze il 13 ottobre scorso, rispetto alla capienza regolamentare di poco superiore a 43mila posti letto.
Si era ravvisata la necessità di procedere, in termini di somma urgenza, all’immediato avvio di interventi volti alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie e l’aumento della capienza di quelle esistenti, al fine di assicurare la tutela della salute e la sicurezza dei detenuti, garantendo una migliore condizione di vita degli stessi e la funzione rieducativa della pena, ma non è stato fatto fino ad oggi nulla.
La realtà è che il grave momento di crisi della questione penitenziaria ricade quasi unicamente sui quasi trentanovemila Agenti di Polizia Penitenziaria, che sono obbligati (considerate le 6mila e 500 unità in meno negli organici e le più volte solo annunciate assunzioni di 2mila nuovi Agenti) a prestare numerose ore di lavoro straordinario e a servizi di missione per trasporto di detenuti in tutta Italia che non sono retribuite per mancanza di fondi.
Per protestare contro tutto questo, contro l’immobilismo asfissiante e l’apatia dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del mondo della politica ai problemi quotidiani dei Baschi Azzurri, centinaia di aderenti al primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, manifesteranno domani martedì 19 ottobre, dalle ore 9, davanti alla sede del Dap.”
È quanto preannuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria.
“L’attuale grave emergenza dovrebbe travalicare qualunque calcolo politico e possibili passarelle mediatiche. Il momento di estrema gravità che i nostri 39 mila colleghi della Polizia Penitenziaria e le loro famiglie sono costretti a vivere, sopportare, subire, per le indifferenze mostrate fino ad oggi da tutto l’arco parlamentare, ci impongono, come primo sindacato di Polizia Penitenziaria, di portare pubblicamente in piazza il nostro malessere e la nostra rabbia. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria hanno mantenuto fino ad ora l’ordine e la sicurezza negli oltre duecento Istituti penitenziari a costo di enormi sacrifici personali, mettendo a rischio la propria incolumità fisica, senza vedersi pagato lo straordinario e i servizi di missioni che si è stati obbligati a fare, senza perdere il senso del dovere e dello Stato nonostante vessati da continue umiliazioni e da ben 260 aggressioni dall’inizio dell’anno. Ma non si può andare avanti così! Per questo saremo in piazza. Per sollecitare impegni urgenti, seri e concreti per la Polizia Penitenziaria e per il sistema carcere”.
 

 

 

 

 

 

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