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Giustizia: Pedica (Idv); gli agenti penitenziari sono “prigionieri di governo” PDF Stampa
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Ansa, 18 ottobre 2010

Il senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, definisce drammatica la situazione in cui vivono i 46mila agenti penitenziari “prigionieri di governo” e ritiene che possano essere considerati alla stregua dei 68mila detenuti nelle carceri. Per questa ragione ha reso noto che sarà presente domani al sit-in organizzato dal Sappe, il sindacato degli agenti penitenziari, davanti al Dipartimento di Polizia penitenziaria.
Pedica osserva che sono necessarie almeno 6.500 unità in più di personale carcerario per garantire il minimo della sicurezza e i servizi di base all’interno delle carceri e il rinnovo del contratto per il prossimo biennio. “Queste - spiega ancora Pedica - sono le condizioni minime per evitare che la situazione carceraria, già al collasso, esploda violentemente. Da tempo - prosegue il senatore dipietrista - l’IdV denuncia il dramma vissuto da detenuti e agenti: molti edifici carcerari sono fatiscenti, manca il personale per lavorare in sicurezza e dare ai carcerati la minima assistenza di cui hanno bisogno. C’è poi lo scandalo, già in passato denunciato, delle nuove carceri pronte e rimaste inutilizzate proprio per la mancanza di personale”.
Il senatore dell’IdV rimprovera poi al ministro della Giustizia Alfano di aver promesso un piano straordinario e assunzioni "ma l’unico atto concreto è stato il blocco degli stipendi agli agenti di polizia penitenziaria per i prossimi tre anni, rendendoli, vista la loro situazione lavorativa, i nuovi carcerati del governo".
 

 

 

 

 

 

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