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Lettere: la lenta agonia di Graziano Scialpi, morto numero 136 nelle carceri italiane PDF Stampa
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di Luigi Manconi

L’Unità, 18 ottobre 2010

La sera del 14 ottobre intorno alle ore 23 è morto Graziano Scialpi. Aveva 48 anni ed era detenuto da tempo nella casa di reclusione di Padova dove collaborava come disegnatore alla rivista Ristretti Orizzonti. Suo era il personaggio di Dado, protagonista di quelle strisce. Da un anno circa, Scialpi, accusava dolori diffusi che dallo scorso novembre erano diventati intollerabili. I medici hanno sempre minimizzato e per un anno non hanno ritenuto opportuno sottoporlo a risonanza magnetica. Qualche mese fa Scialpi ha iniziato a orinare con difficoltà, problema attribuito a “disturbi dell’età” da uno dei sanitari.
La notte del 23 agosto si è ritrovato paralizzato. La mattina successiva è stato portato all’ospedale sulla sedia a rotelle e con le manette ai polsi. È stato operato immediatamente, essendo stato riscontrato un carcinoma che dal polmone aveva ormai invaso spina dorsale, midollo, ossa, cervello. Si è spento l’altra sera nell’ospedale civile di Padova.
Graziano Scialpi è il 136° detenuto morto nel corso del 2010, nel sistema penitenziario italiano, per cause che vengono definite - non so se più per ottusità o per crudeltà - “naturali”. Nello stesso periodo 55 sono stati i suicidi all’interno della popolazione detenuta.
 

 

 

 

 

 

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