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Francia: cresce la polemica sulla morte in carcere di Daniele Franceschi PDF Stampa
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di Anais Ginori

La Repubblica, 18 ottobre 2010

“Forse c’è stata omissione di soccorso”. Dopo quasi due mesi la stampa francese comincia a interrogarsi sul caso di Daniele Franceschi. Con un lungo articolo, che sarà pubblicato oggi, Libération parla del giovane italiano morto nella prigione di Grasse, “la città dei profumi”.
Il quotidiano racconta della lettera inviata a Carla Bruni dalla madre del ragazzo, Cira Antignano, che chiede aiuto alla première dame, ma riprende anche le molte zone d’ombra di questa vicenda, finora praticamente ignorata a Parigi e dintorni. La ricostruzione di Libération lascia intendere che, come minimo, dovranno essere chiarite le circostanze in cui un essere umano di 36 anni, senza apparenti problemi di salute, muore in poche ore per un presunto arresto cardiaco. La testimonianza di Gilles, il compagno di cella di Franceschi, lascerebbe pensare a un’omissione di soccorso, scrive il giornale.
Ma nell’articolo si parla anche di possibili maltrattamenti denunciati da Franceschi prima di morire e convalidati poi dalle condizioni in cui la salma è stata restituita alla famiglia. Le autorità francesi hanno amputato il corpo di Franceschi di diversi organi. Per settimane, la madre non ha potuto vedere la salma. Quando il corpo è arrivato in Italia, appena quattro giorni fa, ha scoperto insieme al medico legale una frattura del naso, mai refertata. Molti dubbi e sospetti da chiarire, conclude il giornale, che annuncia per domani nuovi risultati clinici dell’autopsia ordinata dalla procura.
“Andremo avanti per sapere se sono stati commessi degli errori nel trattamento di questo detenuto” spiega il procuratore di Grasse, Michel Cailliau, responsabile delle indagini. “Non ho l’abitudine di prendere alla leggera una morte che avviene in prigione” aggiunge Cailliau. L’arresto cardiaco, dice, “rimane comunque l’ipotesi più accreditata”. La tensione intorno a questo caso sta salendo. Tanto che altre fonti della procura di Grasse cercano di minimizzare, dicendo a Libération che si tratta solo di “una campagna stampa”. Sarà, ma intanto importanti associazioni francesi che lottano contro gli abusi in prigione si stanno mobilitando.
Il breve arresto di Cira Antignano mercoledì davanti alla prigione di Grasse è sembrato una “vergogna” a Milko Paris, presidente di Ban Public, che si batte da oltre dieci anni per fare luce sulle “morti sospette” in carcere. Gli avvocati della famiglia Franceschi saranno presto a Parigi, dove incontreranno i responsabili delle associazioni per avviare la richiesta di un’indagine indipendente. Anche il settimanale Le Point, vicino alla maggioranza, ha pubblicato ieri sul suo sito la lettera-appello a Carla Bruni Sarkozy, diffusa sabato da Repubblica. “Questa madre vuole sapere la verità” spiega Le Point, ricapitolando i molti punti oscuri della ricostruzione ufficiale.
 

 

 

 

 

 

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