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Cuneo: detenuto marocchino di 32 anni si dà fuoco in cella, salvato dai poliziotti PDF Stampa
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Apcom, 14 ottobre 2010

Ieri nel carcere di Cuneo un detenuto marocchino di 32 anni ristretto alla prima sezione, con fine pena 2016, si è dato fuoco nella sua cella usando una bomboletta a gas di quelle in dotazione ai carcerati per la cottura del cibo. Lo denuncia l’Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
Grazie all’intervento degli agenti, che hanno spento le fiamme e chiamato il 118, l’uomo non ha perso la vita. Al momento si trova ricoverato al reparto grandi ustionati del Cto di Torino. Ha riportato ustioni sul 20% del corpo, è in coma farmacologico e la prognosi è riservata. “La situazione di sovraffollamento nelle carceri italiane - dichiara Leo Beneduci, segretario regionale dell’Osapp - è diventa insostenibile a causa dei tagli di risorse gli istituti penitenziari sono allo stremo. L’episodio di Cuneo è solamente l’ultimo di una lunga serie: nel carcere piemontese, per fare un esempio, sono ristrette 291 detenuti, ma la capienza è di 234 e i poliziotti in servizio sono 216 a fronte di 262 unità previste”. “Un altro fatto inquietante - conclude Beneduci - è che per il nuovo padiglione del carcere che verrà aperto nel gennaio del 2011 non è ancora stato previsto un aumento di organico”.
 

 

 

 

 

 

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