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Velletri: Uil; carcere è relitto alla deriva, ma grazie ad agenti pochissimi atti di violenza PDF Stampa
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Ansa, 11 ottobre 2010

Persa nella sua storia, pur importante nel passato, la Casa Circondariale di Velletri oggi appare un relitto alla deriva e quasi prossimo all’affondamento. È amaro il giudizio di Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Penitenziari dopo la visita nell’istituto di pena.
Sarno parla di una struttura il cui degrado e stato di abbandono è evidente e certificato finanche dal cumulo di rifiuti che è possibile osservare appena si fa ingresso nella palazzina della Direzione. Un biglietto da visita tutt’altro che edificante. D’altro canto con un Direttore a pochi giorni dalla pensione e un Comandante in missione è tutt’altro che innaturale che la struttura vada verso una deriva di abbandono. Le pareti lerce e i pavimenti consunti sono il degno corollario di un Istituto per il quale c’è solo da arrossire per la vergogna.
In tali condizioni, sottolinea il segretario della Uil, anche il grave tasso di sovrappopolamento aggrava il quadro generale. Alle 11.00 di stamani infatti in una struttura che può al massimo ospitare 162 persone ne erano ospitate 362 (112 definitivi, 141 giudicabili, 77 appellanti e 32 ricorrenti). I detenuti di nazionalità straniera assommavano a 133.
L’organico della Polizia Penitenziaria presenta un deficit di 57 unità. Delle 227 previste, infatti, ne sono assegnate 170 delle quali 10 in malattia di lungo corso. La carenza di organico, sottolinea il sindacalista, comporta l’impossibilità di organizzare i servizi a livelli minimi di sicurezza. In questo quadro dalle tinte fosche emerge comunque un barlume di speranza e positività: la sensibilità e la professionalità degli agenti ha fatto si che Velletri risulti tra gli Istituti in cui si sono verificati, in questo 2010, pochissimi atti di violenza. Sono appena 6 gli atti di autolesionismo e solo 2 i tentati suicidi.
 

 

 

 

 

 

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