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Pesaro: maxi rissa tra detenuti tunisini e russi, consigliere regionale sollecita interventi PDF Stampa
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Ansa, 11 ottobre 2010

Una megarissa fra detenuti russi e tunisini è scoppiata nel pomeriggio nel carcere di Pesaro. Otto le persone ferite, medicate nell’infermeria del penitenziario per escoriazioni e altre lesioni non gravi; un detenuto, che dopo essere rientrato in cella si sarebbe prodotto delle ferite da solo, è stato invece ricoverato in ospedale. Alla base dello scontro, avvenuto nel campo da gioco, ci sarebbe una lite per futili motivi, probabilmente uno sfottò tra i reclusi. A denunciare l’episodio è il consigliere nazionale del Sappe Aldo Di Giacomo, che proprio pochi giorni fa aveva incontrato il prefetto di Pesaro Alessio Giuffrida e il magistrato di sorveglianza per sensibilizzarli sui problemi legati alle carenze di organico della casa circondariale di Pesaro e del carcere di Fossombrone. Nel primo sono attualmente in servizio 121 agenti sui 169 previsti dalla pianta organica, mentre i detenuti sono 320 a fronte di una capienza di 178. A Fossombrone gli agenti 103 su 177, dopo i 74 pensionati non rimpiazzati che hanno lasciato il lavoro dal 1994 a oggi. “La situazione - ha ribadito oggi Di Giacomo - è gravissima, e non so come potrà risolversi”. Il prefetto si è impegnato a visitare entrambi gli istituti entro il 10 novembre.

D’Anna (Pd): intervenire subito

Un appello affinché la situazione del personale del carcere di Pesaro e Fossombrone venga risolta tempestivamente viene dal consigliere regionale Giancarlo D’Anna. In più occasioni ho visitato le due strutture - dice D’Anna - e mi sono reso conto di persona della necessità di adeguare l’organico di polizia penitenziaria a quanto previsto.
In diversi incontri con il personale e col consigliere nazionale del Sappe, Aldo di Giacomo è emersa la non più procrastinabile copertura dei posti rimasti vacanti principalmente per il pensionamento del personale. L’ultimo episodio, cioè una rissa tra detenuti conferma quanto già noto e cioè la difficoltà di garantire, nonostante il grande impegno profuso dal personale, un clima tranquillo all’interno del carcere. Già nelle scorse settimane personale di polizia penitenziaria di sesso maschile ha prestato servizio, nonostante non sia previsto dal regolamento, nel settore femminile proprio a causa della mancanza del numero previsto di personale di polizia penitenziaria. Nell’esprimere solidarietà al personale tutto di Pesaro e Fossombrone mi auguro - conclude D’Anna - che le recenti visite nelle due strutture, di consiglieri regionali e parlamentari, a cui sono seguite dettagliati rapporti sulle reali situazioni e l’incontro di Di Giacomo col Prefetto sortiscano i risultati attesi da tempo.
 

 

 

 

 

 

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