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Sardegna: Schirru (Pd); regione inadempiente sulla medicina penitenziaria PDF Stampa
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Ansa, 7 ottobre 2010

“Ho avuto modo di apprendere dalla stampa, della chiusura del centro clinico di Buoncammino, a causa della mancanza di risorse finanziarie. Eravamo al corrente di un tale rischio che avevamo segnalato sia al Presidente Cappellacci, che al Ministro Alfano, neppure qualche settimana, durante l’ultima visita istituzionale al carcere.
L’inadempienza della giunta regionale è tanto più sconcertante a fronte della preoccupante situazione carceraria sarda. Nonostante le numerose sollecitazioni, fin dal 2007, per rivendicare la nostra autonomia, nulla di concreto è stato fatto.
In virtù del Dlgs 230/99 già dal giugno del 2008 sono state trasferite ai Servizi sanitari regionali le funzioni sanitarie svolte dal Dap e dal Dipartimento della Giustizia minorile del Ministero della Giustizia. Tuttavia, questo trasferimento non ha interessato la Sardegna, come le altre Regioni a statuto speciale, per le quali si prevede che esso avvenga “con le modalità previste dai rispettivi statuti e dalle correlate norme di attuazione”.
La nostra regione ha provveduto a redigere la proposta delle norme di attuazione sopracitate nel 2008 (Dgr 68/26). Tuttavia, i passaggi amministrativi successivi, che prevedevano la convocazione da parte del Ministero competente della commissione paritetica Stato-Regione non sono stati attuati.
È incredibile che dopo ben due anni la Giunta regionale non sia stata in grado di mettersi al pari con le altre Regioni a Statuto ordinario. I silenzi sono troppi. Avevo scritto numerose note sia al Presidente, che all’ormai ex assessore regionale alla sanità, che sono state puntualmente ignorate e non sono stata degnata mai di un cenno di risposta.
La miopia e l’atto più grave di disumanità è compiuto però su chi non ha nessuna possibilità di dare voce alla propria sofferenza in qualità di malato e detenuto, proprio perché tenuto lontano e nascosto dalla società.”
 

 

 

 

 

 

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