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Bologna: i ragazzi del Pratello diventano film-maker per il “Terra di tutti film festival” PDF Stampa
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Redattore Sociale, 7 ottobre 2010

Si chiama “Prove costituenti” il video realizzato dai ragazzi del carcere minorile del Pratello per riflettere su diritti, doveri e libertà: 5 minuti di canzoni originali, poesie e immagini di Bologna da dietro le sbarre al Terra di tutti film festival.
Le canzoni hip hop recitate da voci italiane e nigeriane, le poesie scritte dai giovani detenuti, le immagini di una Bologna “tagliata” dalle sbarre del carcere del Pratello. I ragazzi dell’Istituto penale minorile raccontano il loro universo al Terra di tutti film festival, la rassegna del documentario e del cinema sociale dal Sud del mondo organizzata dalle ong Cospe e Gvc. Venerdì 8 ottobre, in una sessione dedicata alle “giovani periferie” d’Italia e d’Europa, una delegazione di giovani detenuti sarà al cinema Lumière di Bologna per presentare “Prove costituenti”, video partecipato frutto di un mix di laboratori video e musicali e riflessioni sulla Costituzione organizzati nei 3 mesi estivi dentro le mura dell’istituto.
Nato da un’idea del coordinatore dell’area educativa dell’istituto Alfredo Ragaini e costruito da riprese e interviste realizzate da una dozzina di ragazzi rom, africani e italiani tra i 15 e i 18 anni, il cortometraggio è un montaggio di 5 minuti densi di pensieri, riflessioni, creazioni musicali e letterarie che mettono in luce il punto di vista dei detenuti su diritti, doveri e libertà. “I ragazzi ritengono che la Costituzione italiana sia una delle migliori - racconta Agnese Mattanò, realizzatrice del laboratorio video - ma molti di loro osservano che spesso non viene rispettata dal mondo degli adulti. In diverse interviste, affermano che la legge non è uguale per tutti. Molti detenuti sono stranieri e conoscono bene i problemi con il permesso di soggiorno per sé o per i propri coetanei”.
La sessione in programma per venerdì pomeriggio alle 16 getta luce sul mondo giovanile attraverso un mix di video partecipati realizzati dagli adolescenti e di pellicole già premiate in altre rassegne nazionali. Tra queste ultime “Alisya nel paese delle meraviglie” di Simone Amendola, vincitore del premio produzione Ilaria Alpi 2010: la vita e i pensieri dei giovani italiani e immigrati nel quartiere di Cinquina a Roma, periferia equivalente a una banlieue parigina. Simbolo della nuova generazione, nata sotto il segno di un’integrazione sempre più concreta, è la piccola Alisya, figlia una giovanissima coppia mista: Fabio, 19 anni, padre italiano e madre capoverdiana, e Serena, 18 anni, figlia di genitori italiani.
Nella stessa sessione “Youth of Tuzla” di Matteo Pasi, regista vincitore del TTFF 2009, prende invece le mosse da un eccidio avvenuto nel corso del conflitto jugoslavo per raccontare la rinascita della città bosniaca di Tuzla attraverso lo sguardo dei giovani, tra disillusione e energie creative, desiderio di fuga e solidarietà. E ancora, le esperienze di video partecipato in cui sono i più giovani a prendere in mano la telecamera: “Tinerii Dunarii - i ragazzi del Danubio” (a cura dell’Associazione Pereira), che racconta opportunità e sogni dei giovani rumeni coinvolti insieme ai loro compagni italiani nel progetto finanziato dall’Unione Europea, “Europe for All” e “Grajaù”, un divertente videoclip di Domingos Do Cavaco nato all’interno del progetto “É Isso Ai seguito”: le telecamere raccontano le favela brasiliane seguendo un gruppo di artisti e musicisti su un autobus nelle periferie della città. All’interno del Terra di tutti film festival, anche sessioni dedicate al conflitto mediorientale, all’Africa e all’America Latina (venerdì), all’ambiente e alle migrazioni tra i paesi del sud del mondo (sabato), alle culture rom e sinti e alle donne (domenica).
 

 

 

 

 

 

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