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Giustizia: Bernardini; con i detenuti lo Stato si comporta da "delinquente professionale" PDF Stampa
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www.clandestinoweb.com, 1 ottobre 2010

Inizia il nostro viaggio dietro le sbarre alla scoperta dei disagi dei detenuti e delle azioni in corso per migliorarne la qualità della vita. A rivelarci le luci e le ombre dei penitenziari è l'onorevole Rita Bernardini, deputata della delegazione Radicale nel Partito Democratico, da tempo attiva nella battaglia in favore dei detenuti.

Onorevole, da quanti anni si interessa a questo problema?

Praticamente da sempre. Da quando ho iniziato con la politica ho cominciato ad interessarmi attivamente dei problemi dei detenuti, scoprendo una realtà davvero sconcertante. Da quando è stato possibile effettuare visite nelle strutture carcerarie ho affiancato spesso Marco Pannella. Ho effettuato almeno 100 visite negli istituti di detenzione italiani, che sono 206 in tutto.

Cosa ne pensa dello stato attuale delle carceri?

Lo ritengo assolutamente disastroso e illegale. Non viene rispettata la costituzione italiana nè si tiene conto delle norme europee e della Carta fondamentale dell'Onu. Lo Stato si comporta come un "delinquente professionale". Il tutto è già difficilmente tollerabile quando la situazione è tale in un momento di emergenza, ma se i disagi si protraggono nel tempo nonostante le denunce e gli esposti presentati, allora si tratta di un comportamento da delinquenti.

Secondo lei qual è il Paese europeo in cui le condizioni carcerarie sono le migliori?

La realtà in Europa è molto diversa dalle statistiche esistenti. In Italia, ad esempio, si registra il più alto tasso di affollamento europeo. Penitenziari da 100 posti letto ospitano anche 152 detenuti. Il nostro primato negativo è superato solo dalla Bulgaria. Ed è noto che sovraffollamento equivale a impossibilità di riabilitazione. Attualmente in molte carceri italiane ci sono detenuti costretti a trascorrere molte ore in cella (tra le 20 e le 22). Non hanno possibilità di lavorare, studiare o svolgere qualunque altra attività. è una sorta di morte civile. E una volta fuori da questo ambiente non è possibile per loro godere della riabilitazione, così la maggior parte delle volte si trovano di nuovo costretti a ricadere nel vortice della delinquenza.

Quali sono i principali disagi che, nella pratica, devono affrontare attualmente i detenuti?

Sicuramente, come già detto, il sovraffollamento e le sue conseguenze. L'organico di polizia penitenziaria è stato fissato nel 2001, quando i detenuti erano di numero inferiore, e da allora non è stato più adeguato. Questo significa che, a causa della carenza di agenti, i carcerati sono costretti a restare in cella poichè non c'è possibilità di una vigilanza adatta nei momenti di svago o attività scolastiche e lavorative. Un esempio concreto è la situazione del carcere di Poggioreale, dove i detenuti possono fare solo due docce a settimana, persino d'estate, poichè gli agenti che dovrebbero accompagnarli sono troppo pochi. E quindi ne risentono anche le condizioni igienico-sanitarie dell'istituto, che sono disastrose. Per di più ai carcerati non sono forniti gli attrezzi per tenere pulite le loro celle. A Messina ho visto reparti indescrivibili, con letti a castello addirittura su cinque piani. I detenuti mettonodel cartone davanti alle porte delle celle per evitare l'ingresso dei topi. Lì il degrado è massimo.

Come vi state muovendo per arginare questi problemi?

Abbiamo presentato denunce ed esposti contro questi trattamenti disumani e degradanti ma non abbiamo ricevuto risposta. Perchè la Procura non interviene? Perchè le Asl chiudono bar e ristoranti per situazioni igieniche precarie e non agiscono invece quando si tratta di carceri? Perchè non si danno disposizioni in merito? La sensazione che ho è quella di abbandono dei detenuti, persino di quelli, e sono molti, in cella in attesa di giudizio. Si parla tanto di Piano Carceri, di nuovi padiglioni e di smaglianti istituti. Ma la domanda è: con quale personale riempirli? Nessuno risponde a questo quesito. Abbiamo il dovere, come politici e cittadini, di intervenire, se è vero che la civiltà di un Paese si misura dallo stato delle carceri.
 

 

 

 

 

 

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