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Enna: Osapp; le carceri sono nel degrado, il ministro Alfano ci ha lasciato soli PDF Stampa
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La Sicilia, 1 ottobre 2010

“Se i tribunali sono al collasso, i penitenziari italiani di certo non stanno meglio perché sono in peno degrado, lasciati in balia di se stessi, mettendo a rischio ancor di più la sicurezza del paese per un sistema penitenziario non più governabile”. A dichiararlo è stato Filippo Garofalo, delegato nazionale dell’Osapp, non nuovo a queste critiche n quanto vive da vicino la vita delle carceri e degli agenti penitenziari.
“Il ministro della Giustizia Angiolino Alfano, attualmente lontano dai riflettori del pianeta carceri, prosegue Filippo Garofalo - continua la sua marcia lenta ed inesorabile verso il totale sfascio di questo comparto”. Garofalo si chiede: “I politici, guidati dai Radicali, che hanno trascorso il ferragosto nelle carceri italiane, oltre ai proclami pubblicitari cosa hanno fatto?
Siamo rimasti soddisfatti dell’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Rita Bennardini sulla somministrazione del cibo avariato al personale di polizia penitenziaria presso la mensa del carcere di Enna, subito dopo le denunce dell’Osapp, presentate anche al ministro, dimostrando così che comincia a esserci anche una sorta di sensibilità nei confronti del personale di polizia penitenziaria anche da parte di chi è stata attenta solo alle problematiche dei detenuti”.
“Sulla situazione del carcere di Enna, - prosegue Filippo Garofalo - per smuovere le acque e “impegnare” il Ministro, chiediamo al sindaco Paolo Garofalo quale persona sensibile ai problemi degli istituti di pena e che ha partecipato attivamente all’iniziativa ferragostana, di sollecitare il guardasigilli a provvedere all’apertura della nuova struttura di Enna, già pronta da diversi mesi, che garantirebbe la capienza di altri circa 150 posti detentivi”.
L’apertura di questa struttura allevierebbe così un sistema lavorativo non più sopportabile dovuto proprio all’attuale sovraffollamento, aggravato da un contesto strutturale fatiscente e abnorme in materia di sicurezza sul lavoro. Le infiltrazioni d’acqua sono continue e cospicue, alcune celle sono parzialmente chiuse sovraffollando le altre, “costipando” i detenuti in altri piani già sovraffollati; le mura perimetrali sono a rischio di crollo costringendo a chiudere due principali strade cittadine, dopo l’intervento dei vigili del fuoco e dal Genio civile. Il penitenziario risulta essere inadeguato anche sotto l’aspetto detentivo per i parametri imposti dal “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti”.
Attualmente sono oltre 70 mila i detenuti presenti negli istituti penitenziari a fronte di una disponibilità di posti regolamentari di 45.000 compreso gli istituti minorili. Nell’istituto ennese la capienza regolamentare è di 120 posti attualmente conta una presenza di oltre 220 detenuti, alcune celle sono chiuse per inagibilità, per cui i posti disponibili sarebbero di meno.
“Ai politici ennesi, presenti in Parlamento e al Senato - dichiara Filippo Garofalo - chiediamo che invitino il ministro Angelino Alfano a svegliarsi ricordandogli che ha un corpo di polizia alle sue dipendenze e che è venuta l’ora di “uscire la testa da sotto la sabbia” e cominciare a lavorare per rendere più veloci le procedure di assunzione delle ormai famose 2000 unità di polizia penitenziaria di cui non si hanno più notizie, del piano carceri con la costruzione di nuove strutture che sa di “bufala” e che comunque prima o poi la verità verrà a galla, e del disegno di legge 2313 riguardante la detenzione domiciliare per le pene non superiori a un anno”.
Nei prossimi giorni una delegazione dei vertici dell’Osapp ispezionerà l’istituto penitenziario ennese e riferirà alle autorità competenti e ai vertici dell’amministrazione penitenziaria la grave situazione in cui versa.
 

 

 

 

 

 

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