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Sardegna: Sdr; da lunedì chiudono i Centri clinici penitenziari di Cagliari e Sassari PDF Stampa
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Agi, 30 settembre 2010

“Da lunedì 4 ottobre chiuderanno i centri diagnostico-terapeutici delle carceri di Buoncammino di Cagliari e di San Sebastiano di Sassari. A partire dallo stesso giorno inoltre i detenuti sardi vedranno drasticamente ridotto il servizio medico-infermieristico-farmaceutico.
È una conseguenza della nota del provveditorato regionale che ha richiesto un piano di rientro delle spese per l’assistenza sanitaria”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” in seguito alla richiesta del provveditore regionale del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Felice Bocchino inviata alle direzioni delle case circondariali della Sardegna che mette il personale sanitario nell’impossibilità di garantire l’assistenza sanitaria e farmaceutica alle persone private della libertà.
“Questa grave situazione richiama le responsabilità della Regione che - sottolinea Caligaris - non ha ancora provveduto a varare la norma di attuazione relativa al passaggio della sanità penitenziaria al servizio sanitario regionale. La Regione, oltre a pagare pesanti sanzioni pecuniarie, rischia la nomina da parte del governo di un commissario ad Acta se con provvedimento urgente e straordinario non garantirà le spese per l’assistenza sanitaria almeno fino all’approvazione della norma. La commissione paritetica Stato-Regione frattanto è stata convocata per il 13 ottobre prossimo per varare definitivamente, dopo le richieste di integrazione avanzate dalla commissione Autonomia del Consiglio regionale, il dispositivo che dovrà poi avere il parere dell’assemblea”.
“I fondi stanziati per il primo semestre dal Dap (521.000,00 euro) e quelli per il secondo semestre (515.000,00 euro) sono esauriti. La rimodulazione delle somme - sottolinea il provveditore regionale Bocchino nella comunicazione alle Direzioni con la richiesta di un piano di rientro - ha comportato un supero di spesa che non può essere reintegrato in quanto nessuna ulteriore assegnazione è stata concessa dal dipartimento e non si conosce allo stato quando il previsto passaggio alla Regione Sardegna avverrà concretamente”.
“La drammatica condizione dei detenuti in Sardegna - conclude la presidente di SdR - richiede un urgente provvedimento della Regione e una mobilitazione degli enti locali e delle organizzazioni professionali interessate per evitare che il diritto alla salute dei cittadini privati della libertà sia compromesso da mancate opportune scelte dei Governi regionale e nazionale”. Attualmente sono ricoverati nei due centri clinici circa 40 pazienti, 30 dei quali a Cagliari. Se non ci sarà un immediato intervento saranno trasferiti in altri istituti della penisola dotati di strutture idonee. Resta l’impossibilità di garantire adeguate cure a quanti resteranno dentro gli istituti di Pena della Sardegna.
 

 

 

 

 

 

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