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Nuoro: Ugl; ben vengano i 41-bis, così arriverebbero anche i fondi e il personale PDF Stampa
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La Nuova Sardegna, 9 settembre 2010

"I 41 - bis a Badù e Carros? Magari arrivassero. Almeno con loro arriverebbero anche i fondi e il personale necessari per sbloccare una soluzione ormai prossima al collasso". Così Libero Russo, segretario Ugl della polizia penitenziaria.
Una provocazione amara la sua. La polemica scatenata dall'ipotesi che nel nuovo padiglione in realizzazione nel carcere nuorese arrivino i detenuti in regime di 41 - bis (il carcere duro riservato a camorristi e mafiosi) rischia infatti, a suo parere, di nascondere i problemi reali della casa circondariale. Afflitta da una carenza di personale drammatica, e da limiti strutturali sempre più pesanti da affrontare. "A custodire detenuti particolari siamo abituati - spiega il segretario provinciale della Ugl polizia penitenziaria.
E da anni sono presenti nella nostra struttura detenuti in regime di Alta sicurezza 1 e 2 (tra cui anche qualche islamico accusato di terrorismo internazionale ndr). Non 41 - bis ma poco ci manca. Alcuni di loro lo sono stati, altri lo diventeranno. Il problema - continua Russo - è che con il personale attuale facciamo fatica a gestire l'ordinaria amministrazione". E dunque ben vengano i 41 - bis. "La mia è una provocazione - sottolinea Russo - ma nemmeno tanto. Con i 41 bis infatti arriverebbero fondi e uomini. E noi siamo 50 unità sotto organico. Con altri 20 colleghi che andranno in prepensionamento quest'anno".
Badu ‘e Carros ha una capienza regolamentare di 273 detenuti, e tollerabile di 367. Attualmente i reclusi sono 160, visto che una sezione è chiusa per ristrutturazione. "E presto verrà consegnata - spiega Russo - e vista la situazione delle carceri italiane, immediatamente riempita. E noi già con 160 detenuti dobbiamo rinunciare a congedi parentali e riposi settimanali. Alcuni di noi hanno ferie arretrate da smaltire vecchie di anni. facciamo doppi turni e spesso siamo costretti a rientrare dalle ferie per compire situazioni di emergenza.
Il tutto in situazioni limite, per la nostra sicurezza e per quella dei reclusi. Senza l'adeguato appoggio di mediatori culturali o psicologi. E comunque attenti a garantire la migliore qualità possibile, senza "sfogare" sul lavoro la tensione che respiriamo quotidianamente". Poi l'appello alla politica. "Noi ringraziamo il sindaco di Nuoro per l'interessamento, e i parlamentari e i consiglieri regionali. E chiunque parli del mondo del carcere, che è un problema di tutti, e che non si può più far finta di non vedere.
Invitiamo tutti però a mobilitarsi ogni giorno, non solo dietro a qualche fantasiosa ipotesi di mafiosi che invadono la città. Oggi più che mai - conclude il segretario provinciale della Ugl polizia penitenziaria - occorre da parte di tutti, ognuno per la propria competenza, unire le forze e cercare di sviluppare, in un clima democratico, soluzioni concrete. Prima che il mondo carcerario esploda. Con drammatiche conseguenze, che in tanti non riescono a immaginare".
 

 

 

 

 

 

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