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Caserta: Uil; non solo sovraffollamento, ma anche rischi per la sicurezza del personale PDF Stampa
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Il Mattino, 9 settembre 2010

È dura la denuncia che arriva da Eugenio Sarno sulle condizioni drammatiche in cui versano i detenuti delle carceri casertane. Dopo aver visitato la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, il segretario generale della Uilpa Penitenziari in una lettera indirizzata al capo del Dap, alla procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere al prefetto di Caserta e ad altre autorità, racconta la stridente contraddizione che c'è tra la sostanziale carenza di personale penitenziario e sociale in servizio negli istituti penitenziari della città campana e l'ingente investimento deciso dalla direzione per nuove manette modulari "praticamente inutilizzabili". "Le criticità - si legge nella nota - non afferiscono solo al dato del sovraffollamento ma attengono anche a penalizzanti condizioni di lavoro e ad oggettivi presupposti di rischio per l'incolumità fisica degli operatori e, più in generale, per l'ordine pubblico".
Le quattro strutture penitenziarie provinciali (Aversa, Carinola, Arienzo e Santa Maria Capua Vetere) scoppiano, con un numero di reclusi che si attesta ben oltre la capienza regolamentare: a Carinola sono presenti 368 detenuti contro i 332 previsti, nell'Opg di Aversa si trovano 301 internati sui 259 previsti, ad Arienzo si contano 94 detenuti su 52 e a S. Maria Capua Vetere 837 su 497 posti. Tanti i detenuti, pochi gli agenti: solo 400 per circa 850 reclusi. Nell'Ospedale psichiatrico giudiziario della provincia casertana, ad esempio, il contingente di polizia penitenziaria preposto ai servizi di sorveglianza interna nei turni pomeridiani e notturni non supera le 5, 6 persone.
"Caserta - scrive ancora Eugenio Sarno - è una delle poche province in cui è ancora in uso la prassi di incarcerare i soggetti che debbono sottoporsi al rito del processo per direttissima. Ciò non solo viola le disposizioni e la norma quanto determina un sovraccarico di lavoro assolutamente indebito e ingiustificabile". Dalla visita dell'istituto di pena casertano è emerso anche che "il parco automezzi è assolutamente inadeguato e insufficiente. Per il trasporto detenuti, infatti, si dispone di soli otto automezzi non protetti con una percorrenza media di circa 210mila chilometri. I mezzi protetti disponibili, quanto mai necessari per l'elevato numero di detenuti di Alta Sicurezza o 41/bis, sono invece solo due". Come se non bastasse, i due mezzi a disposizione del carcere sono fermi perché inutilizzabili, "non per l'usura ma a causa di un difetto strutturale: le portiere cedono e si incastrano nella carrozzeria".
 

 

 

 

 

 

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