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Roma: Sappe; a Rebibbia agenti sventano evasione di un detenuto italiano PDF Stampa
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Adnkronos, 9 settembre 2010

"La tensione nelle carceri sale ogni giorno di più e le criticità connesse al grave sovraffollamento determinano quasi ogni giorno eventi critici sempre più gravi. Dopo i casi analoghi a Vercelli, Orvieto, Firenze, Milano, Alessandria e Torino, è solamente grazie alla professionalità, alle capacità e all'attenzione del personale di polizia penitenziaria che è stata impedita l'evasione di un detenuto da un carcere italiano. È accaduto a Roma Rebibbia nuovo complesso. L'altra mattina, un detenuto marocchino ha eluso i controlli e ha tentato di evadere calandosi in un tombino e arrivando nei sotterranei". È quanto afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe).
"Dopo varie ricerche nei sotterranei, - spiega Donato Capece, - il detenuto è stato rintracciato e fatto rientrare in cella. La gravità è che già due mesi fa un altro detenuto aveva fatto la stessa cosa e, dopo relazione della polizia penitenziaria, si è arrivati alla conclusione che non si potevano saldare due ferri, in quanto la locale officina era chiusa. E questo è un fatto grave".
"Certo è - prosegue Capece - che il detenuto è stato immediatamente rintracciato dai nostri bravi ed attenti agenti di polizia penitenziaria, intervenuti tempestivamente. Bravissimi i colleghi di Rebibbia nuovo complesso, che lavorano costantemente in condizioni difficili: basti pensare che i detenuti presenti sono circa 1.700 di 1.100 letto regolamentari e gli agenti di Polizia Penitenziaria che mancano in organico sono ben 255".
"Questo grave episodio - continua Capece - conferma drammaticamente, ancora una volta, le criticità del sistema carcere. C'è bisogno di una nuova politica della pena. La frequenza di questi gravi episodi un po' in tutta Italia e l'assenza di concreti provvedimenti per il sistema carcere da parte delle Istituzioni e della politica ci preoccupa. Oggi la Polizia Penitenziaria ha carenze organiche quantificate in 6mila unità: bisogna allora accelerare sulle previste assunzioni di 2mila nuovi Agenti. Ma nel frattempo, un'ottima soluzione potrebbe essere quella di impiegare i militari delle Forze Armate per i servizi di vigilanza esterna degli istituti penitenziari", conclude il segretario Capece.
 

 

 

 

 

 

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