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Lombardia: Prap; 700 posti in più nelle carceri regionali, con costruzione nuovi padiglioni PDF Stampa E-mail
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Ansa, 23 ottobre 2013

 

Lo ha riferito, stamani, Aldo Fabozzi, provveditore regionale della Lombardia che ha annunciato anche una serie di cambiamenti qualitativi per la vita dei detenuti e l'organizzazione degli istituti di pena.

In particolare, grazie alla costruzione di nuovi reparti, sono disponibili 200 nuovi posti a Voghera (Pavia), 300 a Pavia, 200 a Cremona e a breve altri 100 a Busto Arsizio (grazie al recupero di spazi già esistenti entro l'estate prossima). I primi otto detenuti che hanno occupato i nuovi posti sono arrivati stamani a Voghera.

Per alleviare le condizioni dei detenuti cosiddetti di media sicurezza, che sono "la stragrande maggioranza dei presenti è già operativa l'apertura delle celle per 12 ore al giorno e nuovi spazi all'aperto, anche giardini, per l'incontro con i parenti" (domenica inaugurato quello di Vigevano, a breve a Monza e Como). Anche a S. Vittore, a Milano, verranno "sfollati 400 detenuti" e altri 500 posti dovrebbero essere recuperati con la ristrutturazione di due reparti entro un anno. Altri 500 posti li recupereremo a Opera (Milano)".

 

Cancellieri: volontariato è occasione riscatto

 

"Coinvolgere chi ha sbagliato, anche commettendo reati ignobili come quelli sessuali, in attività che possano in qualche modo portare un beneficio alla parte lesa significa concedere al detenuto una reale opportunità di trasformare la propria pena in riscatto umano e sociale e alla vittima la possibilità di guardare la realtà con gli occhi di chi se non può perdonare almeno possa cercare di recuperare fiducia nel prossimo".

Lo sottolinea il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, che ha inviato un messaggio alla presentazione del progetto di volontariato dei detenuti Dematra del Telefono Rosa e del carcere di Bollate. Cancellieri evidenzia come "il lavoro e l'impegno dei detenuti in opere di beneficenza e di volontariato abbiano il duplice effetto positivo" del reinserimento sociale e di avvicinamento del società al mondo dei detenuti, con "la consapevolezza che tra loro ci sono persone con la voglia di cambiare e di cercarsi un'altra occasione".

"Che il frutto del lavoro dei detenuti sia in questo caso dedicato al Telefono Rosa - conclude il ministro - assume anche un valore altamente simbolico contro uno dei fenomeni più dolorosi e deprecabili che va tenacemente contrastato anche da un punto di vista culturale".

 

 

 

 

 


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