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Cagliari: detenuta nigeriana di 25 anni tenta il suicidio a Buoncammino PDF Stampa
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Agi, 24 agosto 2010

Una detenuta nigeriana di 25 anni, che si dichiata innocente, ha tentato il suicidio nel carcere di Cagliari. La notizia è stata diffusa da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che sottolinea come il gesto disperato “sintetizzi drammaticamente la condizione di oppressione dell’esperienza detentiva”.
La giovane ha tentato di togliersi la vita dopo la condanna a 6 anni di reclusione, nonostante il connazionale con cui si trovava al momento dell’arresto per traffico di droga ne avesse dichiarato la totale estraneità. L’uomo aveva ingerito prima della partenza ovuli con quasi un chilogrammo di eroina, fatto del quale la ragazza ha sempre affermato di non essere mai stata a conoscenza. La nigeriana aveva già manifestato propositi autolesionisti.
“La giovane donna, che si professa innocente, è stata colta da una crisi di sconforto avendo appreso - sottolinea Caligaris - del difficile stato di salute della figlioletta che vive con una zia in Nigeria. La depressione - evidenzia la presidente di SDR - rende anche l’individuo più forte e determinato in uno stato di indifferenza nei confronti della vita. Ciò a maggior ragione quando la persona privata della libertà è convinta di essere vittima di un errore. Aldilà della buona volontà degli operatori, è evidente che una struttura detentiva per poter svolgere un capillare lavoro di prevenzione dell’autolesionismo deve poter contare su un numero adeguato di figure professionali di ogni livello. Quando invece scarseggiano le Agenti, sono insufficienti gli psicologi e gli educatori, quando le attività sono limitate purtroppo gli episodi drammatici si moltiplicano”. La nigeriana nei mesi scorsi si era rivolta all’ambasciata nigeriana, ad Amnesty International e all’associazione internazionale per i Diritti Umani. Il legale Herica Dessì ha presentato istanza per differimento pena per le condizioni di salute.
 

 

 

 

 

 

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