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Sulmona: doppia inchiesta sul detenuto che ha tentato il suicidio dando fuoco alla cella PDF Stampa
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Il Centro, 24 agosto 2010

Sull’ultimo episodio che ha visto un detenuto di 50 anni originario di Napoli tentare di uccidersi appiccando il fuoco al materasso della cella, la Procura di Sulmona ha aperto un’inchiesta. Stessa cosa ha fatto la direzione del carcere che mira a risalire alla ricostruzione del fatto e a eventuali responsabilità nei controlli. Anche se il detenuto si è salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti in servizio.
Non si allenta la tensione nel carcere di Sulmona. L’ultimo tentativo di suicidio ha riproposto in tutta la sua drammatica evidenza i problemi derivanti dalla carenza di organico e una situazione interna al limite del collasso. Al momento dell’incidente, che è avvenuto in una cella dell’infermeria del carcere peligno, in servizio c’erano 137 agenti di polizia penitenziaria. Mentre per rispettare i livelli minimi di sicurezza ne dovevano essere presenti almeno 180.
Ed è proprio attorno a questi dati che ruota l’inchiesta del procuratore Federico De Siervo, il quale oltre a ricostruire la dinamica con cui si sono svolti i fatti, vuole scoprire se all’interno del carcere, al momento del tentativo autolesionistico, erano rispettati i livelli di sicurezza sia nei confronti dei detenuti sia nei confronti degli agenti in servizio.
Qualora emergessero riscontri che potrebbero in qualche modo evidenziare precise responsabilità, non è escluso che qualcuno possa finire dentro un’inchiesta che al momento è stata aperta contro ignoti. Un’altra indagine è curata dalla direzione del penitenziario. Intanto, il sindacato torna a chiedere il potenziamento dell’organico e carichi di lavoro meno pesanti. Anche in vista della riapertura del carcere di Avezzano dove dovrebbero far ritorno una trentina di agenti attualmente in servizio a Sulmona.
“Non vorremmo che in un momento così drammatico qualcuno decidesse di riportare gli agenti ad Avezzano”, afferma Gino Ciampa, segretario provinciale della Cgil, “chiediamo al provveditore che prima venga adeguato l’organico in servizio a Sulmona e che poi si proceda al trasferimento degli agenti nella Marsica”.
 

 

 

 

 

 

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