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Aosta: l’Associazione Volontariato Carcerario mette in mostra i prodotti dei detenuti PDF Stampa
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Ansa, 7 agosto 2010

L’Associazione valdostana volontariato carcerario è presente alla Foire d’été di Aosta con un banchetto in cui vengono esposti lavori in legno, opere di intaglio, oggetti in argilla. C’è anche una confezione di miele “Dolce Evasione” prodotto dalle api allevate all’interno del carcere. Sono tutti manufatti realizzati da detenuti della casa circondariale di Brissogne che hanno seguito alcuni dei corsi organizzati dall’Associazione.
Dice Piera Asiatici, responsabile dell’Associazione: “i detenuti, una volta scontata la pena, possono sfruttare le nozioni apprese con i nostri corsi per trovare lavoro e reinserirsi nella società. Abbiamo un ex detenuto che ora lavora come cameriere ed altri sei detenuti in semi libertà che, anche grazie alla nostra iniziativa, hanno trovato un impiego”.
L’attività, spiega Asiatici, non sarebbe possibile senza i finanziamenti del Fondo sociale europeo e la collaborazione dell’amministrazione carceraria. “Purtroppo però la burocrazia non aiuta - ammette -. Ogni iniziativa che si vuole avviare nel carcere deve ottenere molte autorizzazioni. I tempi così si dilatano”.
Chi frequenta questi corsi? “Gli extracomunitari - dice ancora la responsabile - rappresentano il 74 per cento della popolazione carceraria a Brissogne, gli italiani il 10 per cento ed i valdostani il 2 per cento, perché molti scontano la pena a Torino”.
L’Associazione valdostana volontariato carcerario è nata nel 1983, un anno prima dell’apertura della struttura di Brissogne, quando il carcere si trovava ancora in via Guido Rey. Oggi l’attività è portata avanti da 39 volontari, di cui 20 attivi. Di questi, 15 operano all’interno della casa circondariale: si occupano di sostenere moralmente e materialmente gli “ospiti” con piccoli, grandi gesti, come reperire indumenti o riparare un paio di occhiali. Aiutano inoltre a mantenere i contatti con la famiglia e con gli avvocati. Gli altri 5 volontari sparsi sul territorio si dedicano invece ai detenuti agli arresti domiciliari.
 

 

 

 

 

 

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