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Giustizia: via libera della Camera a ddl per detenzione domiciliare, il testo passa al Senato PDF Stampa
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Ansa, 1 agosto 2010

La Commissione Giustizia della Camera ha approvato in sede legislativa con 22 sì e 2 no e l’astensione della Lega il progetto di legge che prevede la detenzione domiciliare per chi deve scontare condanne inferiori ad un anno. A favore del provvedimento si sono espressi Pd, Pdl, Udc. Il no è arrivato dall’Idv e da Giancarlo Lehner (Pdl).
Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia, esprime soddisfazione: “È un provvedimento per il quale ci siamo battuti molto e dunque siamo soddisfatti per il risultato raggiunto. Con l’ok al ddl sulla detenzione domiciliare - spiega - viene restituita ai magistrati di sorveglianza e ai direttori dei penitenziari la valutazione sulla possibilità di far scontare l’ultimo periodo della pena, quanto è inferiore ad un anno, presso il proprio domicilio. Non è un provvedimento che sostituisce la necessità del “piano carceri”, annunciato e mai realizzato dal ministro Alfano. È il contributo del Parlamento allo stato di emergenza dei nostri penitenziari per il quale il governo ha fatto ben poco”.
La Ferranti evidenzia che “non si tratta, come strumentalmente qualcuno ha dichiarato, di un provvedimento di clemenza ma di uno strumento che tiene conto della funzione rieducativa della pena. Inoltre, il nostro voto favorevole - così ancora la Ferranti - è stato determinato dal fatto che il testo inizialmente era a costo zero, ora prevede un adeguamento del corpo di polizia penitenziaria con assunzione di personale nel ruolo di agenti e assistenti, corsi-concorso per la nomina di agenti di polizia”.
Secondo Lorenzo Ria componente della Commissione, il ddl “svuotacarceri” rappresenta, nel testo approvato, uno strumento per alleviare il dramma del sovraffollamento degli istituiti penitenziari e dunque con responsabilità abbiamo espresso il nostro voto favorevole a un provvedimento che abbiamo fortemente contribuito a migliorare. Il provvedimento, nelle intenzioni iniziali del governo unitamente al sempre annunciato e mai realizzato piano carceri, doveva rappresentare la soluzione per l’emergenza delle carceri, in realtà anche a causa delle divergenze interne alla maggioranza è diventato solo un palliativo. Ci auguriamo che alla ripresa dei lavori parlamentari, su questo tema il governo abbia un approccio diverso”.
 

 

 

 

 

 

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