Venerdì 21 Gennaio 2022
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

Volterra: niente lenzuola appese alle finestre… la nostra evasione è salire sul palcoscenico PDF Stampa
Condividi
Il Tirreno, 1 agosto 2010

Da dentro a fuori. Le parole sono in rivolta. “Si alzano leggere e volano, a comporre sogni e nuove vite senza vergogna”. A lanciarle Amleto, la Dama Bianca, la Prostituta, Yorik, Ofelia, Alice e tutti quei personaggi della fantasia che sconfinano dalla tragedia all’immaginazione. Insieme a chi arriva “dal mondo vero che si estende a venti metri da qui oltre il muro di cinta”. Benvenuti nel “Teatro della corte, ci vuole coraggio per entrare qua dentro”, inquietanti le grida, infernale la risata dell’oratore-regista Punzo.
Welcome nel fantastico mondo di “Hamlice”. Qui per i detenuti attori trasformazione è possibilità. Qui lo specchio è doppio, quello della corte nera di chi sta dietro le sbarre. E l’altro, il mondo bianco di Carroll, che riflette l’animo di chi guarda “oltre al rifiuto”. In una parola, libertà di essere e non essere. Evasione dalla “folla insensata che non usa il giudizio ma lo sguardo”. “Meglio evadere a teatro che in altri modi, sicuramente questo spettacolo è liberatorio. Siamo orgogliosi di questa Compagnia”, ci scherza su la direttrice del carcere Maria Grazia Gianpiccolo.
Il riferimento all’evasione di due detenuti dal carcere di Pisa con tanto di lenzuolo è d’obbligo. Così pure quella avvenuta proprio tra le mura volterrane nei giorni scorsi, perché il carcerato in permesso che non ha fatto più ritorno al Maschio è proprio uno dei detenuti attori della Compagnia della Fortezza edizione 2009. Quel moro di Francois amante dei bei vestiti e della bella vita. “Qui dentro è radio carcere, le notizie arrivano subito”, ha appena finito di allestire “la stanza buia” Salvatore. Lo scorso anno era personaggio, questa volta fa il tecnico.
Con i suoi 30 anni e 11 già trascorsi dentro e altrettanti da scontare non ha alcuna voglia di mollare. “Ma sei matto evadere, oggi, che hai la possibilità di beneficiare di permessi - esclama - È la volta buona che quando vieni ripreso poi ti sei definitivamente rovinato la vita per sempre, e già qui lo stiamo facendo”.
Studia al Geometri di Volterra il giovane di Agrigento, ha un diploma di ragioneria che mette al servizio del penitenziario e poi partecipa a tutte le attività del carcere. Pensa a domenica e sospira: “Mi viene a trovare la famiglia da giù, con i nipotini. Li guardo e vedo il futuro”. Ha il coraggio di guardare avanti consapevole di quel che ha fatto, Salvatore. “Pago per il grande sbaglio che ho commesso. L’incubo più grosso che mi perseguita tutti i giorni è quello di aver tolto una vita”.
 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it