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Giustizia: Osapp; vietare la vendita di alcol ai detenuti, per arginare le aggressioni PDF Stampa
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Adnkronos, 23 giugno 2010

Vietare o ridurre l’uso di alcol tra i detenuti: lo chiede il sindacato di polizia penitenziaria Osapp dopo l’aggressione di due agenti nel penitenziario dell’Ucciardone. “Stiamo chiedendo all’Amministrazione penitenziaria centrale di sospendere l’erogazione ai reclusi di bevande alcoliche o, almeno, di limitarla dagli attuali 500 cc. a 250 cc. al giorno”, spiega in una nota il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci.
Molto spesso il vino è oggetto di scambi e di favori tra detenuti, come accade all’Ucciardone; inoltre, se si tiene conto degli astemi ‘in una cella di 10 detenuti sono 5 litri di vino al giorno che possono essere richiesti e conservati per essere successivamente consumati, o in occasione di qualche evento o, ad esempio, durante la visione di una partita di calcio della nazionale, sottolinea Beneduci.
Tra l’altro, il vino è vietato per tutti coloro che seguono terapie farmacologiche con psicofarmaci o ansiolitici - aggiunge il sindacalista - anche i tossicodipendenti ma, come sempre accade in carcere, chi comanda preferisce chiudere un occhio e a farne le spese sono gli agenti delle sezioni. Siamo sicuri che questo fenomeno, troppo diffuso, come per le bombolette e i fornellini a gas, sia una tra le concause di quelli che vengono spesso erroneamente ritenuti suicidi. L’Osapp conclude che l’attuale Dap farà orecchie da mercante anche sul vino ai detenuti e sugli accentuati rischi dei poliziotti penitenziari. Anche questo è uno dei motivi per cui - conclude Beneduci - chiediamo l’avvicendamento del Capo dell’amministrazione Franco Ionta. L’Osapp fa notare che ciò “determina condizioni di vita invivibili, ed è chiaro come il personale di polizia penitenziaria, quando entra nelle celle per i controlli di rito, si trovi davanti a persone alticce o del tutto ubriache”.
 

 

 

 

 

 

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