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Modena: manca il Magistrato di Sorveglianza, i detenuti della Casa di lavoro insorgono PDF Stampa
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La Gazzetta di Modena, 21 giugno 2010

Forte preoccupazione nella Casa di lavoro di Saliceta San Giuliano, alle porte di Modena. Preoccupazione che nasce dalla mancata ufficializzazione della nomina di Pasquale Mazzei come nuovo magistrato di sorveglianza, dopo il trasferimento di Angelo Martinelli. Il mancato passaggio di poteri tra il vecchio è il nuovo giudice è dovuto a un ritardo burocratico e di fatto la figura resta vacante. Gli effetti di questa “vacanza” del giudice di sorveglianza sono deleteri. Lo scorso mercoledì non è stata celebrata un’udienza nella quale almeno 6 persone aspettavano di essere giudicate. La sentenza avrebbe dovuto stabilire il loro grado di pericolosità e decidere in merito a una possibile vigilanza esterna per lo sconto finale della pena.
Due detenuti su sei, inoltre, avevano i requisiti minimi per la scarcerazione, ma l’assenza del giudice ha posticipato una qualsiasi decisione in merito. La stessa sorte potrebbe toccare a un ragazzo che aspetta di conoscere il suo futuro il prossimo 30 giugno. Se la situazione resterà invariata non potrà essere giudicato e quindi godere dei diritti che lo Stato italiano gli riconosce.
Ad aggravare ulteriormente la situazione c’è anche l’imminente scadenza della sua “borsa di lavoro” prevista per il 14 luglio. Il risultato potrebbe essere drammatico. Il ragazzo rischia di rimanere nella casa di lavoro oltre il tempo previsto. Una mancanza grave che viola ogni disciplina in materia di diritti umani e dalla quale potrebbe nascere una successiva causa di risarcimento danni da parte dell’internato. I detenuti, ormai esasperati, pensano a come far sentire la propria voce oltre le sbarre.
Tra i corridoi della casa di lavoro inizia a prendere corpo l’idea di un nuovo sciopero della fame. Sarebbe il secondo nel giro di pochi mesi. Il primo era stato effettuato tra novembre e dicembre dello scorso anno per la sospensione delle licenze. Per diversi mesi, infatti, nessuno aveva potuto godere dei permessi premio. Non solo, in quel periodo erano stati prorogati anche i termini di scarcerazione per gli internati che vantavano una scadenza naturale del periodo di soggiorno nella casa di lavoro.
 

 

 

 

 

 

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