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Affetti in carcere PDF Stampa
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di Claudio Cerasa


Il Foglio, 6 dicembre 2021

 

Sovraffollamento, pochi spazi verdi e colloqui telefonici con costo sproporzionato e mancanza di privacy. Queste le ragioni che rendono assenti o frustranti i contatti tra detenuti e familiari, privandoli di spazi fisici per l'affettività. Lo conferma una ricerca dell'Università di Cassino e del Lazio meridionale, dalla quale scaturisce l'appello affinché tutte le regioni presentino una proposta di legge analoga a quella della Toscana, oggi arenata, a cominciare dal Consiglio regionale del Lazio. Numeri di Onelia Onorati.

53.637 - I reclusi in Italia secondo il Rapporto Antigone più recente (giugno 2021), di cui 2.228 donne (4,2 per cento), 17.019 stranieri (32,4 per cento) per 50.779 posti ufficialmente disponibili e un tasso di affollamento del 105,6 per cento. Sessantasette i suicidi nel corso del 2018, 53 nel 2019, 62 nel 2020 e ben 49 al 23 novembre 2021.

30 - I bambini presenti nelle carceri italiane a giugno 2021, si tratta dei figli delle donne detenute, le quali possono scegliere di portare con sé i bambini fino a un'età di sei anni.

5.610 - Le persone detenute nel Lazio al 31 ottobre scorso secondo il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), 30 in più rispetto al mese precedente. Per riformare gli istituti c'è un disegno di legge presentato a luglio 2020 in commissione Giustizia del Senato, su iniziativa del Consiglio regionale della Toscana, che vede come relatrice la senatrice Monica Cirinnà.

50 - La percentuale di detenuti intervistati dall'Università di Cassino che riferisce relazioni familiari in bilico a causa di bisogni insoddisfatti e mancanza di intimità. In particolare i colloqui telefonici, della durata di appena 10 minuti, sono gestiti da operatori esterni che applicano tariffe sproporzionate e sono privi di privacy. Sono inoltre a pagamento sia le email in uscita che quelle in entrata.

51 per cento - I detenuti che hanno avuto contatti con la famiglia durante la pandemia più di due volte al mese, in presenza, con telefonate, lettere ed e-mail, poche le videochiamate. L'assenza di spazi adeguati e dedicati rappresenta l'elemento di difficoltà prevalente per i detenuti con figli minori (38 per cento).

 

 

 

 

 

 

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