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Treviso. Se la condanna è aiutare i poveri, gli insospettabili della Caritas PDF Stampa
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Corriere del Veneto, 5 dicembre 2021


Devono solitamente espiare piccole condanne, la maggior parte delle quali sono per guida in stato di ebrezza o per reati minori, o vogliono semplicemente arrivare alla sospensione del procedimento penale nei loro confronti. C'è la messa alla prova tra le misure alternative sempre più utilizzata e scelta da chi si trova ad avere a che fare con la giustizia, magari solo per una serata in cui si è alzato un po' troppo il gomito.

Sono normali cittadini, operai ma anche insospettabili professionisti. Grazie a questa possibilità, dopo un periodo dedicato al volontariato, è possibile estinguere il reato. In molti scelgono la Caritas di Treviso, grazie ad una convenzione da tempo esistente con il tribunale. Sono al massimo tre le persone che contemporaneamente possono prestare servizio per l'organismo pastorale dopo l'ok del giudice che fissa quanti giorni o quante ore debbano essere svolte dall'imputato.

"Le richieste sono tantissime e riguardano, per la stragrande maggioranza, persone a cui è stata sospesa la patente - spiega il direttore della Caritas Tarvisina, don Davide Schiavon - nel corso del 2021 sono state circa 25 le persone che hanno svolto servizio di volontariato qui da noi". Cosa fanno? "Dipende, alcuni seguono il servizio mensa, altri hanno compiti più logistici ma quasi mai hanno relazioni dirette con i più poveri sottolinea il direttore alcuni si occupano anche di sistemare le stanze o aiutano nel giro di recupero delle eccedenze alimentari. Il percorso da seguire è un progetto individualizzato e personale: io sono il responsabile del tutoraggio e quando la persona ha eseguito le ore previste, firmo e le certifico".

Nei giorni scorsi il tribunale di Treviso ha ammesso ai lavori socialmente utili, proprio alla Caritas un'avvocatessa friulana, finita a processo per truffa e sostituzione di persona per una vicenda riguardante un immobile di proprietà della figlia che la 72enne aveva messo in affitto a sua insaputa, falsificandone la firma. La messa in prova dovrà concludersi entro il 27 gennaio 2023, data in cui il giudice ha fissato l'udienza per verificare che il periodo di volontariato dell'avvocata abbia avuto buon esito. "Non appena ci sarà un posto libero disponibile potrà cominciare" dice don Davide.

 

 

 

 

 

 

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