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Pisa. Il pm ha chiesto l'archiviazione per tutti i detenuti indagati per la rivolta del 2017 PDF Stampa
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La Nazione, 19 settembre 2021


Dopo che un detenuto si era tolto la vita, scoppiò una rivolta nel carcere di Pisa. Era il 2017 e quel tragico e drammatico gesto suscitò le proteste degli altri detenuti che si sono asserragliati in uno dei piani dell'istituto. Scoppiò un parapiglia insieme all'allarme che fece scattare, immediatamente, le misure di sicurezza: all'esterno del carcere si raccolsero mezzi della polizia penitenziaria, della polizia di stato, dei carabinieri e della guardia di finanza. La protesta durò quasi tre ore.

E, secondo le informazioni che emersero, furono lanciati oggetti, suppellettili e venne anche dato fuoco ad alcune lenzuola e cuscini, rendendo necessario l'intervento con estintori. All'interno intervennero gli agenti della polizia penitenziaria mentre gli uomini delle altre forze dell'ordine vigilarono l'esterno.

All'esito delle indagini e degli approfondimenti, pero, il pubblico ministero per i 13 indagati di resistenza, danneggiamento, minaccia e uno anche per calunnia, ha chiesto l'archiviazione perché, pur con una condotta sbagliata, i detenuti avevano dato vita ad una protesta. Una dimostrazione messa in piedi con metodi non consoni, ma senza però l'intenzionalità di compiere il reato. la richiesta di archiviazione è arrivata ieri davanti al GUP Castellano, alla quale si sono associati i difensori degli imputati. Il giudice si è riservato la decisione.

 

 

 

 

 

 

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