Lunedì 18 Ottobre 2021
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

Ferrara. "In carcere servono più occasioni di socialità e lavoro" PDF Stampa
Condividi

di Martina De Tiberis


estense.com, 19 settembre 2021

 

"Ingiustizia carceraria" è il tema trattato venerdì 17 settembre dagli Emergency Days Ferrara. Nella serata di venerdì 17, durante gli Emergency Days, si è tenuto il secondo incontro, presso il Rivana Garden, dal titolo "Ingiustizia carceraria". Mauro Presini, maestro elementare specializzato per l'integrazione e, per l'occasione, mediatore dell'evento, ha voluto commemorare l'importanza della figura di Gino Strada, fondatore di Emergency, e dei suoi precetti, rivolti soprattutto verso gli ultimi della società.

Alessio Scandurra, membro del Comitato Direttivo e Coordinatore dell'osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione dell'associazione Antigone, ha descritto le pessime condizioni delle carceri italiane.

"Oggi quello che noi osserviamo quando giriamo per gli istituti - afferma il coordinatore di Antigone - è un carcere che ancora fatica a tornare quello che era. Per una comunità che ha l'isolamento nel proprio sangue, aprirsi è un processo lento e faticoso. È importante che la comunità esterna chieda a gran voce questa apertura nei confronti delle carceri".

La questione dei diritti dei detenuti è stata affrontata, in maniera minuziosa e analitica da Stefania Carnevale, professoressa associata di Diritto processuale penale presso l'Università di Ferrara, ricordando il concetto fondamentale di diritto umano, sulla scia degli insegnamenti di Gino Strada, un diritto che è qualcosa di inalienabile, congenito in ogni persona dal momento della nascita.

"Il diritto alla salute e alla vita è un diritto fondamentale: non può e non deve soccombere dinanzi a timori per la sicurezza. Quest'ultima va tutelata in altro modo. Le persone detenute devono mantenere la loro dignità in ogni ambito della quotidianità. I diritti sono la cosa più preziosa che abbiamo perché sono una forma di tutela che la collettività ci assicura per esserne parte, anche se si è tradito il patto sociale". Queste le parole della professoressa dinanzi alla situazione attuale degli istituti penitenziari attuali.

Il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara si è fatto promotore di un lodevole progetto, denominato "sportello carcere", in collaborazione con l'associazione L'Altro Diritto: il servizio prestato concerne specifiche esigenze dei detenuti che, grazie ad uno sportello di orientamento legale, possono ricevere assistenza, da parte di esperti in materia, su temi che riguardano la condizione carceraria.

Antonio Amato, ex responsabile dell'area Misure e sanzioni di comunità dell'Ufficio per l'Esecuzione Penale Esterna di Bologna, ha definito il carcere come un luogo "antieconomico e criminogeno", un'esperienza che non ha alcuna valenza educativa, poiché l'utenza che vi transita è un'utenza debole, composta da persone in condizione di notevole disagio economico, sociale e affettivo. "Sarà necessario investire in campagne di sensibilizzazione per smuovere l'animo dei cittadini. Bisogna creare maggiori occasioni di socialità e lavoro per i detenuti". Con queste parole, pronunziate da Amato, si è concluso il dibattito.

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it