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Firenze. Carcere di Sollicciano, non si può aspettare: bisogna reagire ora PDF Stampa
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di Alessio Gaggioli


Corriere Fiorentino, 6 settembre 2021

 

Sofri ha definito Sollicciano un carcere-discarica. Non c'è dibattito, non c'è da dibattere. Non ci sono altre definizioni. Adriano Sofri nella rubrica "Piccola posta" su "Il Foglio" ha definito Sollicciano un carcere-discarica. Chi può affermare il contrario? Non c'è dibattito, non c'è da dibattere. Non ci sono altre definizioni.

Parlano i titoli di cronaca da soli, anche i più recenti. Breve riepilogo dell'estate: lo scorso 11 luglio otto detenuti della 12esima sezione hanno incendiato i materassi delle loro celle, divelto inferriate e sono saliti sul tetto. Rivendicavano certezze sui tempi per ottenere permessi e altri benefici. Il 29 agosto, oltre un mese dopo, il cappellano del carcere don Vincenzo Russo ha raccontato che alcuni detenuti si trovavano ancora nella 12esima sezione, quella dell'incendio che doveva essere evacuata per i danni causati dal rogo.

Quaranta giorni senza acqua, luce, nel carcere che d'estate diventa un forno. Loro reclusi al buio, le guardie con le torce per sorvegliarli. Mercoledì la tragedia di Nasser Yussef, morto soffocato con la testa incastrata nello spioncino. Si trovava nella vecchia sezione transito. Racconta Massimo Lensi (associazione Progetto Firenze): "È la sezione peggiore. Una sezione infame. Celle piccole e buie, passeggi francobollo a triangolo tra mura altissime pieni di escrementi di piccione. Un incubo". Questi i fatti degli ultimi due mesi scarsi. I fatti emersi. Inutile riepilogare i dati sugli atti di autolesionismo (il peggiore d'Italia) sulle (in)evitabili tragedie a Sollicciano.

Certo si dovrà capire, come scriveva ieri Sofri "come si possa morire, per incidente o per volontà, con la testa incastrata" in un spioncino.

Però alcune cose (le solite) è bene sempre ricordarle: mancano, ha denunciato il segretario della Uil-Pa, comandante e direttore (ormai da tempo immemore e quelli che vengono se ne vanno anche alla svelta, chissà come mai...), i detenuti sono il doppio della capienza. Il sindaco Dario Nardella è vero ha lanciato allarmi negli anni, ha rivendicato di aver detto già nel 2019 che Sollicciano va raso al suolo, ha telefonato al ministro Cartabia che forse verrà a visitare la discarica, come tanti hanno fatto in passato. Il garante toscano dei detenuti ha scritto che il carcere "avrebbe necessità di una visione umanistica e antropocentrica (ndr) che esaltasse il dettato costituzionale".

Nel frattempo che si fa? Per Sollicciano serve una mobilitazione, vera e costante. Di tutti i partiti, i politici locali e nazionali eletti in Toscana. Delle istituzioni. È passata l'ora di uscire dalla routine (dichiarazioni, telefonate e visite con conferenza stampa finale). Serve, per quanto possibile, scuotere l'Italia. A Firenze c'è una discarica, dove le persone sono come rifiuti.

 

 

 

 

 

 

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