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Verbania. Il carcere di Pallanza è un'isola felice: "Anche la doccia nelle celle" PDF Stampa
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di Cristina Pastore


La Stampa, 6 settembre 2021

 

Il Garante regionale Bruno Mellano ha visitato la struttura verbanese. La mancanza di un direttore titolare per la casa circondariale di Verbania e la presa in carico di carcerati con disturbi psichiatrici sono tra le problematiche evidenziate al garante regionale dei detenuti Bruno Mellano, in visita mercoledì con il consigliere regionale Alberto Preioni nella struttura di via Castelli a Pallanza. Un'ispezione per raccogliere dati da inserire nella relazione annuale che Mellano sta per presentare all'assemblea regionale. L'attuale direttrice ha un incarico a scavalco con Biella, mentre - è la tesi - "servirebbe la presenza costante della figura demandata alla supervisione degli aspetti di sicurezza, educativi e amministrativi". Durante la visita si è discusso anche di questioni sanitarie. La consulenza una volta alla settimana di uno psichiatra non basta per seguire persone, già fragili, il cui malessere con la detenzione esplode.

Nel complesso la situazione a Verbania è comunque buona. I detenuti sono 60 su una capienza di 52. "Una decina però sono fuori tutto il giorno perché prestano attività lavorativa alla scuola penitenziaria e alla mensa sociale di villa Olimpia. Le celle sono una trentina, con wc e doccia, che è tutt'altro che scontata, ma manca il refettorio - informa Mellano -. Per pranzo vengono interrotte le attività, tante proposte grazie all'associazione Camminare Insieme, e ognuno deve tornare in cella per mangiare".

La struttura è divisa in tre sezioni: detenuti comuni (la maggior parte); appartenenti alle forze dell'ordine (attualmente sono 8 i posti) e omosessuali (13) che fanno richiesta di essere assegnati a un'ala dedicata. Il carcere di Verbania e quello di Como sono i soli in tutta Italia ad avere questa sezione. Dei 60 detenuti 14 sono stranieri: il 25%, quando la media italiana è del 30% e quella piemontese del 40%. In un anno e mezzo il rischio contagio è stato tenuto sotto controllo e ora la quasi totalità è vaccinata, almeno con la prima dose. Non solo cortile per l'ora d'aria. Tra poco sarà disponibile un secondo spiazzo interno, trasformato in campetto da calcio: sta per essere posato il tappeto verde sintetico. "Quattro anni fa con il garante cittadino Silvia Magistrini - riferisce Mellano - siamo riusciti ad avere il finanziamento dalla Cassa delle Ammende. E' stato realizzato grazie al lavoro di quattro detenuti che hanno preparato il fondo con la consulenza gratuita dell'architetto Antonio Montani".

 

 

 

 

 

 

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