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Campania. Covid e carceri, il Garante: "Vaccinato meno del 50% degli agenti" PDF Stampa
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redattoresociale.it, 28 agosto 2021


"In aumento i casi di Covid-19 nelle carceri italiane, sia tra i detenuti sia tra i poliziotti penitenziari". A dichiararlo Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, che riportando i dati pubblicati sul sito del ministero della Giustizia, enumera: "sono 70 (tra cui 15 nuovi giunti) i detenuti positivi sul totale di 52.199, mentre tra gli agenti i casi sono 108 su 36.939.

Tra i detenuti positivi, 64 sono asintomatici, 5 hanno sintomi e sono gestiti all'interno degli istituti e uno è ricoverato in ospedale. Tra i poliziotti 100 sono asintomatici in isolamento domiciliare, 6 sono ricoverati in caserma e 2 in ospedale. Quattro sono infine i positivi tra le 4.021 unità del personale dell'amministrazione penitenziaria, tutti in isolamento domiciliare. In Campania ad oggi i detenuti positivi al Covid-19 sono 5 (in 2 carceri). Gli agenti di polizia penitenziaria positivi al Covid-19 sono 14 (in 3 carceri)".

L'attesa di Ciambriello è che il governo "quanto prima" metta in campo dei ristori, dei provvedimenti in favore dei detenuti, "utilizzando il principio alla base dell'articolo 35 ter dell'ordinamento penitenziario che stabilisce che in condizioni di detenzione tali da violare l'articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, vi sia la possibilità a titolo di risarcimento del danno, di una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a un giorno per ogni dieci durante il quale il richiedente ha subito il pregiudizio". Allo stesso modo per il garante campano si potrebbe riconoscere ai detenuti "una riduzione di pena per le condizioni di detenzione vissute durante la pandemia, senza distinzione tra reati ostativi e non ostativi".

Il garante poi invita gli agenti di polizia penitenziaria a sottoporsi al vaccino anti Covid, sostenendo: "i dati sono terribilmente allarmanti in tutta Italia e soprattutto in Campania, dove non si è arrivati neanche al 50% dei vaccinati". Stesso invito è rivolto anche ai familiari dei detenuti, ai quali è chiesto di continuare a rispettare le misure di prevenzione del contagio. "Ciò che mi lascia preoccupato è che tra i detenuti positivi al Covid-19, la stragrande maggioranza di essi erano già stati vaccinati con doppia dose. Questo conclude - significa che il carcere, non è affatto un luogo sicuro, ma piuttosto è un luogo altamente a rischio".

 

 

 

 

 

 

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