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Oristano. Tensione nel carcere di Massama. I detenuti: "Condizioni di invivibilità" PDF Stampa
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linkoristano.it, 28 agosto 2021


La situazione dell'Istituto penitenziario all'attenzione del ministro. I detenuti lamentano "condizioni di invivibilità", mente i sindacati la carenza di organico.

C'è tensione nel carcere di Massama, dove l'esasperazione è culminata con l'aggressione di un agente. Il gravissimo episodio è accaduto ieri sera, pare per dei motivi di carattere sanitario.

Secondo quanto si è appreso, un detenuto di circa 40 anni, di origine campana, ha aggredito un poliziotto colpendolo alle spalle con un cazzotto fra capo e collo. Dopo una prima aggressione avvenuta nei pressi dell'infermeria, il detenuto è stato riaccompagnato nella sezione di appartenenza e, proprio nei pressi della stessa, si è voltato improvvisamente sferrando nuovamente un pugno al malcapitato agente che stava compiendo il proprio dovere.

Fortunatamente il poliziotto non ha riportato gravi conseguenze, ma subire un pugno in quella parte del collo poteva causare danni irreversibili. Da tempo i sindacati lamentano la carenza dell'organico necessario per fronteggiare simili episodi che hanno visto coinvolti detenuti ad Alta Sicurezza e assicurare il raggiungimento dei fini istituzionali: sicurezza, disciplina e trattamento.

Da parte loro i detenuti già nelle scorse settimane hanno manifestato disagi e insofferenza per le condizioni di vita nel penitenziario di Oristano.

L'associazione Yairaiha Onlus ha raccolto le loro lamentele e portato la situazione all'attenzione della ministra della Giustizia, attraverso una lettera inviata anche al capo del Dap e al direttore della casa circondariale di Oristano. In particolare, denuncia la Onlus che dal 2006 si occupa della tutela dei diritti umani, in particolare di quelli delle persone private della libertà personale, i detenuti lamentano la gestione della vita intra-muraria.

"La circolare sui ventilatori e sui frigoriferi nelle celle non viene applicata", denuncia la Onlus, riportando le parole dei detenuti, "la circolare per l'apertura delle celle mattina e pomeriggio non viene applicata".

"I condizionatori sono presenti solo negli uffici e nelle sale colloquio con gli avvocati e magistrati", aggiungono, "negli altri spazi, tra cui le sale di ricreazione in sezione, non c'è nessun condizionatore".

"Il telefono e il sistema computerizzato non funziona", scrivono ancora dall'associazione, aggiungendo che i detenuti hanno problemi ogni volta che devono fare una telefonata "perché la scheda non viene riconosciuta". Disagi anche per quanto riguarda i rapporti con il mondo esterno: "Chi ha sei colloqui al mese, tramutati in videochiamate", denuncia la Onlus, "non li può effettuare perché deve fare quattro videochiamate di cui due di due ore, mentre tutti vorrebbero fare 6 videochiamate di 1 ora ciascuna".

Tra le lamentele dei detenuti anche quelle per la sala dove si può telefonare: "È priva di finestra o presa d'aria e bisogna telefonare con la porta chiusa, perché situata in luoghi di passaggio che impediscono la privacy". "Le domandine per gli acquisti arrivano ogni tre/quattro mesi", denunciano ancora dall'associazione Yairaiha Onlus.

"Gli avvocati si possono telefonare fino alle ore 18 quando, spesso, sono ancora in tribunale. Al lungo elenco di disagi si aggiunge anche l'uso della palestra: "È consentita una volta a settimana ed è vietato usare il bagno". E i pasti: "Nonostante le elevate temperature di questo periodo il vitto è composto prevalentemente da zuppe bollenti". I detenuti lamentano anche l'assenza totale della direzione: "Qualsiasi lamentela rimane finalizzata a se stessa con l'agente di sezione".

 

 

 

 

 

 

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