Sabato 27 Novembre 2021
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

"Io, dipendente dall'alcol. La mia lezione ai giovani: non si smette quando si vuole" PDF Stampa
Condividi

di Tiziana Pisati


Corriere della Sera, 28 agosto 2021

 

Un 54enne di Firenze racconta il suo dramma della dipendenza dall'alcol. A soli 10 anni la prima sbronza. L'escalation lo ha portato alla violenza domestica. L'uscita dal tunnel con gli Alcolisti Anonimi e il centro d'aiuto per maltrattanti. È una strada in salita quella che sta percorrendo Tommaso M. per conquistarsi la serenità di una vita fatta a pezzi dall'alcol.

A 10 anni la prima sbronza ("Tutta la notte a vomitare, dopo 3 giorni ero già daccapo") e da lì un crescendo che in età adulta è degenerato in episodi di violenza: un copione drammatico che si ripete nei malati di alcolismo, in drastico aumento con il lockdown. Tre relazioni importanti e un matrimonio distrutto, incidenti stradali e infine, un anno fa, addirittura una condanna per percosse alla madre di suo figlio. Ricorda quei momenti terribili: "Ho toccato il fondo, non so se riuscirò mai a perdonarmelo. Ma ho finalmente capito che devo cambiare davvero. Avevo già provato a smettere partecipando ai gruppi degli Alcolisti Anonimi: sono stato 12 anni senza bere, recitavo a memoria i 12 passi, i nostri principi guida, sbandieravo come un pallone gonfiato il miracolo del mio recupero senza umiltà, senza empatia. Davo l'esempio con la bocca ma non con i fatti né col cuore. Infatti sono tornato rovinosamente a bere".

Il potere del gruppo - Tommaso ha così ripreso a frequentare gli Alcolisti Anonimi della sua città, Firenze, e da dieci mesi anche il Centro d'ascolto uomini maltrattanti. "Se oggi sono più sereno è perché ho accettato la mia impotenza di fronte all'alcol. Solo così, con onestà e coraggio, posso iniziare a vedere chi sono, scoprendo e correggendo i miei enormi difetti e la mia malattia emotiva. Per riuscirci ho bisogno di un potere superiore, del gruppo, di uno "sponsor". Da solo rischio di non volermi vedere fino in fondo, di tralasciare, di auto-ingannarmi. La soluzione, un giorno alla volta, non è cambiare il carattere, ma le risposte agli eventi con una nuova prospettiva di sentire, agire, ascoltare". Poi spiega: "Voglio donare ciò che ho ricevuto".

Cinquantaquattro anni, un buon lavoro, spesso testimonial negli incontri di prevenzione al SerD e con Alcolisti Anonimi, ha scelto di raccontarsi perché la sua esperienza possa far riflettere le persone che "stanno rovinando la loro vita e quella degli altri, perché non ammettono di essere alcoliste. La nostra è una malattia spirituale da cui non si guarisce, dobbiamo stare sempre in guardia con noi stessi. Ma non possiamo farlo da soli, abbiamo bisogno di aiuto. Si sbaglia a pensare: "Smetto quando voglio". È l'errore di tanti giovani ed è a loro che mi rivolgo perché capiscano in tempo".

Tommaso proviene da una famiglia della buona borghesia fiorentina, "ma disfunzionale: mia madre totalmente presa dal lavoro, difficilissimi i rapporti con lei, la sua durezza nascondeva una fragilità impressionante. Io uguale a lei, in più angustiato da un profondo senso di solitudine. Vivevo in una bella casa con la mia ultima compagna, che se ne è andata dopo l'episodio di violenza. Ho perso tutto. Tendo a chiudermi, ho un carattere aggressivo da tenere a bada, soffro di un egocentrismo smisurato e mania di perfezionismo". A dargli man forte non c'è solo il sostegno reciproco dei gruppi di auto-aiuto ("Altrimenti con il lockdown sarei impazzito"): a Firenze ce ne sono 9, in tutta la Toscana 22. È affiancato da uno sponsor, "una persona più avanti di me nei percorsi di recupero, in qualsiasi momento della giornata posso chiamarlo. Tutto questo mi ha aiutato a guardarmi dentro senza paura".

Opportunità di rinascita - E ora l'approdo al centro d'ascolto uomini maltrattanti: "Mi ci ha indirizzato la mia compagna. Non ho mai voluto farle del male, confrontandomi con gli altri, siamo in gruppi di 6-7 uomini problematici seguiti da psicologi, ho capito tante cose. Per esempio che violenza è anche farle pesare situazioni di dipendenza economica, schernirla. Non c'è solo la violenza fisica. Guardarmi dentro è la mia opportunità di rinascita".

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it