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Afghanistan. L'allarme delle Ong: "Ospedali pieni, mancano le medicine" PDF Stampa
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di Natasha Caragnano


Corriere della Sera, 28 agosto 2021

 

Gli aggiornamenti dal campo di Medici senza frontiere ed Emergency. L'ong premiata con il Nobel avverte: "Nei reparti pediatrici due pazienti per letto, non c'è spazio per tutti". A Kabul, nel centro fondato da Gino Strada ci sono solo 4 posti liberi dopo l'attentanto all'aeroporto.

Dietro alle esplosioni e alle migliaia di persone in cerca di fuga all'aeroporto di Kabul c'è l'emergenza umanitaria. Una realtà che l'Afghanistan conosce da anni ma che in questi mesi con l'avanzata dei talebani è aumentata: e che nei prossimi mesi con il freddo alle porte, l'economia bloccata e gli aiuti umanitari fermi non potrà che peggiorare. A lanciare l'allarme sono due delle Ong che da più tempo lavorano nel Paese: Medici senza frontiere ed Emergency.

"Il nostro ospedale è pieno. Abbiamo più di 300 persone già in cura. Nel reparto pediatrico ci sono già due pazienti per letto, ma facciamo ancora fatica a trovare spazio per tutti", racconta un dottore di Medici senza frontiere dall'ospedale di Lashkar Gah in una nota diffusa dall'organizzazione. Nel distretto a sud dell'Afghanistan, l'organizzazione riceve il gran numero di pazienti nell'ospedale provinciale di Boost, tutti gli altri centri sono chiusi per mancanza di personale o farmaci.

In Afghanistan, Msf continua a lavorare con progetti attivi a Herat, Kandahar, Khost, Kunduz e Lashkar Gah. "Siamo rimasti sempre in ospedale per curare i nostri pazienti. Il 21 agosto abbiamo curato 862 persone nel pronto soccorso, penso sia il numero più alto mai registrato. Alcuni arrivano in condizioni critiche perché hanno aspettato la fine dei combattimenti", racconta il medico a Lashkar Gah, di cui non è stato diffuso il nome per motivi di sicurezza. Dal 15 al 21 agosto, le persone visitate nel pronto soccorso sono state 3.698 e i ricoveri 415. Circa 50 bambini al giorno ricevono cure nel reparto di pediatria, mentre nel centro nutrizionale terapeutico i ricoverati sono passati da 25 a 77 in una sola settimana. "Cerchiamo di lasciare le persone il maggior tempo possibile nel pronto soccorso, mentre cerchiamo di trovare spazio", spiega il dottore: ma trovarlo per tutti diventa sempre più faticoso.

A Khost, Medici senza frontiere gestisce un ospedale materno-infantile e supporta otto centri sanitari nelle aree rurali. Tra il 15 e il 22 agosto, nell'ospedale sono state ricoverate 402 donne incinte. Trentatré i neonati curati nel reparto neonatale dell'ospedale. Sebbene la città non abbia subito i pesanti combattimenti visti in altri luoghi, i medici dell'organizzazione stanno riscontrando difficoltà nel reperire i farmaci. "Le persone stanno affrontando tanta incertezza, specialmente le donne incinte. In precedenza, l'ospedale si concentrava sulla fornitura di cure mediche alle donne in gravidanza con complicazioni ostetriche. Adesso per aumentare l'accesso all'assistenza sanitaria della comunità, abbiamo ampliato i nostri criteri di ammissione e forniamo assistenza a qualsiasi donna incinta per aiutarla a partorire", racconta Msf.

Nel centro nutrizionale di Herat sono stati ammessi dal 16 al 22 agosto 64 bambini malnutriti, il 36% in più rispetto alla settima precedente. Nello stesso periodo la clinica di Kahdestan ha effettuato 1.725 visite mediche e offerto 128 consulenze prenatali. In un Paese con un sistema sanitario precario, la violenza sta aggravando le difficoltà di accesso delle persone alle cure mediche. A Kandahar, seconda città dell'Afghanistan, Medici senza frontiere gestisce un progetto per pazienti con tubercolosi resistente ai farmaci. Durante gli scontri lo staff ha dovuto offrire consultazioni a distanza e scorte di riserva di farmaci per evitare alle persone di attraversare la linea del fronte.

In prima fila c'è anche Emergency. Dopo l'attentato all'aeroporto di Kabul avvenuto ieri pomeriggio, 16 persone sono arrivate morte, tra cui bambini molto piccoli, al centro gestito dall'ong fondata da Gino Strada, che proprio della presenza in Afghanistan ha fatto da anni una delle sue bandiere. "I feriti sono stati 62, di cui 36 ricoverati per ricevere cure chirurgiche importanti. Altri 10 medicati e poi dimessi", ha detto il coordinatore medico Alberto Zanin durante un briefing su Zoom. Molte ferite sono state causate dall'onda d'urto dell'esplosione o da schegge metalliche. "In questo momento nell'ospedale ci sono solo 4 posti liberi, anche dopo l'allargamento da 100 a 115 fatto ieri in condizioni di emergenza", Zanin racconta che nei feriti assistiti "ho notato gli sguardi estremamente assenti, come se avessero visto la cosa più brutta del mondo, erano investiti dal terrore più profondo".

 

 

 

 

 

 

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