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Giustizia, il dovere di rieducare PDF Stampa
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di Laura Badaracchi


Avvenire, 26 agosto 2021

 

La pubblicazione "Verso Ninive. Conversazioni su pena, speranza, giustizia riparativa" (Rubbettino). Il significato della pena e il recupero dei detenuti nei dialoghi tra l'arcivescovo di Bologna e una legale specializzata in diritto minorile. Il Cardinale Zuppi: chi è in carcere non può essere "lasciato a marcire".

Qualche settimana prima che alla Camera venisse approvata il 3 agosto la riforma del processo penale, ora passata al Senato (che a settembre dovrebbe vararla definitivamente) in libreria è uscito per i tipi di Rubbeffino il volume "Verso Ninive. Conversazioni su pena, speranza, giustizia riparativa". Una riflessione urgente e necessaria firmata da Paola Ziccone, avvocatessa specializzata in diritto minorile, da decenni impegnata nel mondo carcerario e nella pratica della mediazione penale, che dialoga con l'arcivescovo della città in cui vive, il cardinale Matteo Maria Zuppi.

Il lungo colloquio scaturito da quattro incontri bolognesi, avvenuti durante la pandemia, va dritto al punto: "È molto più pericoloso e meno sicuro "buttare via la chiave" della cella e "lasciare marcire" in carcere chi ha sbagliato, piuttosto che seguire la via faticosa, ma intelligente, della rieducazione e della ricostruzione di un rapporto positivo con gli altri e con la società" afferma il porporato. Proprio il comune sentire riguardo alla punizione ricalca quello del profeta Giona, che s'indigna con Dio perché non stermina i peccatori che abitano a Ninive, ma decide di salvarli perché si sono convertiti. Direttrice dell'Area esecuzione dei provvedimenti del Giudice minorile del Centro giustizia minorile delle Regioni Emilia-Romagna e Marche, credente, ex scout, tre figli, Ziccone annota: "Era dai tempi del cardinal Martini che in molti aspettavamo qualcuno in grado di riprendere all'interno della Chiesa quelle riflessioni e quel dialogo che tanto hanno segnato molte generazioni e le loro scelte".

Zuppi rimarca che "ogni giudice è tenuto a giudicare facendo un necessario discernimento, per non far mancare al detenuto un accompagnamento che gli permetta di guardare al futuro, evitando che si arrivi a una condanna solo ripiegata sul passato". I fatti, dati alla mano, lo confermano: "Più dei due terzi delle persone che escono dal carcere e che hanno seguito percorsi solo dentro al carcere sono recidivi. Al contrario, coloro che sono stati ammessi a fruire delle misure alternative al carcere hanno una bassissima recidiva" riferisce Ziccone.

E l'arcivescovo chiarisce: "La giustizia riparativa non è e non vuole essere assolutamente sostitutiva della pena. Il colpevole, infatti, che non scappa di fronte alla propria responsabilità e che la riconosce, non vuole nessuno sconto di pena, ma vuole mettersi seriamente di fronte al male compiuto. La giustizia riparativa è gratuita, nasce da un incontro fra due disperazioni: una che aiuta l'altra". I diritti d'autore della pubblicazione verranno devoluti alla cooperativa sociale "Siamo qua" Onlus, che ha allestito un laboratorio di sartoria nel carcere della Dozza di Bologna.

 

 

 

 

 

 

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