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Contro il virus: prevenire i conflitti sociali PDF Stampa
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di Gerardo Villanacci


Corriere della Sera, 25 agosto 2021

 

Autorevolezza e durata limitata devono contrassegnare i provvedimenti per ottenere il loro convinto rispetto e ribadire che, in nessun caso, possono farci regredire ad uno stato pre-giuridico oppure di eccezione permanente. In linea con l'ormai consueto dissenso verso i provvedimenti volti a fronteggiare la virulenta ripresa e la diffusione della epidemia, anche per quanto riguarda la "certificazione verde" attestante la guarigione, l'immunità o la negatività al Covid-19, a tutti nota con l'improprio anglicismo green pass, le contestazioni non mancano.

La rilevanza della questione non è rappresentata dalla peraltro non debordante maggioranza dei favorevoli (secondo accreditati sondaggi il 38%) rispetto ai contrari (il 28%), bensì dal rischio che venga postato un ulteriore detonatore di conflitto sociale sul già impervio percorso verso la normalità sanitaria anche se, verosimilmente, non sarà più quella del passato. Una eventualità, quella del conflitto sociale, alimentata, in questo come in altri casi di provvedimenti legislativi, dalla assenza di un corretto inquadramento della regolamentazione e della sua temporaneità.

D'altra parte, a distanza di circa due anni dall'inizio della disavventura pandemica, possiamo valutare che oltre al principale e devastante effetto della perdita di migliaia di persone, un dramma al quale purtroppo non potrà essere posto alcun rimedio, il virus ha per lo più aggravato le problematiche che già affliggevano il nostro Paese. Tra le più importanti: la bassa crescita da oltre due decenni della nostra economia, la cui causa è dovuta ad un flebile andamento della produttività lavorativa. Ma anche la mancanza di riforme, a cominciare da quella della pubblica amministrazione la cui funzione principale di servizio verso le imprese e i cittadini, è minata da ingiustificate complicazioni burocratiche e assenza di competenze adeguate per carenza di formazione. Inidoneità delle infrastrutture tra le quali innanzitutto la banda larga che, come è noto, penalizza gravemente le famiglie e le imprese soprattutto del sud del Paese. La scuola e l'università cioè il capitale umano la cui qualità, che costituisce un elemento centrale dello sviluppo sociale prima ancora che economico, deve essere improrogabilmente migliorata.

Parliamo di ritardi che non possono essere recuperati soltanto attraverso politiche di bilancio espansive, anche se alla stessa va riconosciuto, ad oggi, il merito della stabilizzazione occupazionale e dei prezzi come a più riprese ha rilevato la Banca D'Italia. Da questo punto di vista, le consistenti risorse di cui potremmo disporre, se adeguatamente utilizzate, potranno consentirci un riallineamento agli altri Stati Europei più evoluti e di sconfiggere le insopportabili asimmetrie culturali ed economiche purtroppo esistenti anche tra varie aree all'interno del nostro Paese.

Ecco quindi che l'esplosione del conflitto sociale, vale a dire la più pericolosa insidia prodotta direttamente dal virus, deve essere in ogni modo scongiurato poiché costituisce il vero ostacolo alla cooperazione che è il più potente motore della crescita. Non vi è niente di peggio in questo tempo, che assumere atteggiamenti competitivi che molto spesso trascendono dall'interesse generale per trasformarsi in una lotta di potere o di consensi elettorali, dimenticando che solo l'interdipendenza tra tutti gli obiettivi può consentire che gli stessi siano efficacemente raggiunti. Diversamente il conflitto si risolve con l'imposizione di una parte sull'altra.

Quindi, per quanto difficile, i contrasti, anche in una condizione emergenziale, possono essere prevenuti con la creazione di un clima di fiducia. Ciò può avvenire accelerando il cammino verso l'autorevolezza che deve estendersi ad ogni ambito delle Istituzioni e a tutti coloro che a vario titolo, nel pubblico come nel privato, sono preposti a svolgere funzioni di responsabilità e rappresentatività. È un dato che soltanto la piena fiducia nella fonte di produzione di provvedimenti, consente ai cittadini il loro convinto rispetto.

Nello specifico del green pass, così come per altre regole evidentemente violative di irrinunciabili diritti, va chiarito che si tratta di eccezioni che, in quanto tali, hanno una limitata, possibilmente molto contenuta, durata. E che, in nessun caso, possono farci regredire ad uno stato pregiuridico oppure di eccezione permanente.

 

 

 

 

 

 

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