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La resa dell'Europa: "Non possiamo più portare in salvo tutti i profughi afghani" PDF Stampa
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di Victor Castaldi


Il Dubbio, 25 agosto 2021

 

Magari in molti se lo aspettavano, ma per le migliaia e migliaia di afghani che tentano di lasciare il loro paese caduto nelle mani dei fanatici integralisti, la porta chiusa dell'Europa è un'autentica doccia fredda. Lo ha detto Berlino, hanno confermato Londra, Parigi e Madrid: impossibile mettere in salvo tutti con i ponti aerei. Chi avrà la forza e la fortuna, scapperà dall'Afghanistan con mezzi propri, ovvero si dovrà arrangiare.

E pazienza se molti di coloro che rimarranno indietro sono in pericolo di vita: la massiccia operazione di salvataggio di informatori, interpreti, ex militari e collaboratori di vario genere che negli ultimi 20 anni hanno aiutato la Nato a tenere sotto controllo la delicata situazione della sicurezza è destinata a fallire. Amnesty e altre ong chiedono agli occidentali di restare ancora per mettere tutti in salvo, ma la loro voce è rimasta inascoltata.

Se l'Unione europea quadruplica gli stanziamenti per aiutare gli afghani, il ponte aereo ininterrotto deve fare i conti con una situazione logistica e di sicurezza che degenera di ora in ora. "I fondi per finanziare il programma umanitario passeranno da oltre 50 milioni a oltre 200 milioni di euro. Questi aiuti umanitari si aggiungeranno ai contributi degli Stati membri per aiutare il popolo afghano" ha detto al vertice del G7 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il problema è che se non ci sarà una presenza in loco di operatori e una protezione adeguata quei fondi saranno inutili.

Così la Francia annuncia che concluderà le evacuazioni dall'Afghanistan domani mentre gli Stati Uniti confermano il ritiro totale entro il 31 agosto. Nicolas Roche, capo dello staff del ministro degli Esteri transalpino, Jean-Yves Le Drian, ammette sconsolato: "Se gli Stati Uniti completano totalmente il ritiro il 31 agosto come previsto vuol dire che la nostra operazione termina giovedì sera". Neanche la Spagna, da parte riuscirà a evacuare tutti i cittadini afghani che hanno collaborato con la missione diplomatica di Madrid a Kabul a causa della "drammatica" situazione sul terreno come dice alla radio Cadena Ser la ministra della Difesa Margarita Robles. "Evacueremo quanta più gente possibile ma ci sono persone che resteranno indietro per ragioni che non dipendono da noi ma dalla situazione".

"Anche se l'evacuazione andasse avanti fino al 31 agosto o addirittura qualche giorno in più, non sarà abbastanza per evacuare coloro che noi o gli Stati Uniti desiderano evacuare", ha aggiunto il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, con l'attuale scadenza, gli americani "avranno certamente bisogno di due giorni solo per evacuare i propri militari". È "improbabile" che le evacuazioni dall'aeroporto di Kabul vengano estese oltre il termine, ha dichiarato il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace.

 

 

 

 

 

 

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