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Migranti. I ventimila fantasmi di Castel Volturno sospesi tra rifiuti e l'incubo del Covid PDF Stampa
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di Raffaele Sardo

 

La Repubblica, 25 agosto 2021

 

Il grido d'aiuto della città in provincia di Caserta dopo l'allarme lanciato a fini luglio dalla ministra Lamorgese. Migliaia di persone, soprattutto immigrati, non sono iscritte all'anagrafe e i servizi sono al collasso. "Vacciniamo tutti: ma non possono avere il Green Pass perché privi di tessera sanitaria". "A Castel Volturno siamo in 28 mila. E poi ci sono i fantasmi. Nel nostro comune c'è quasi un fantasma per ogni cittadino. Un numero tale da formare un'altra città". Pasquale Marrandino, assessore all'Ambiente della giunta di centro destra che amministra il Comune del litorale domizio in provincia di Caserta, parla di fantasmi, cioè di cittadini "invisibili". Si riferisce a quelli non iscritti ufficialmente all'anagrafe, che sono per la maggior parte immigrati e che contribuiscono a mandare in tilt i già scarsi servizi del Comune.

"Sono almeno 20 mila - spiega - che aggiunti ai cittadini residenti, si arriva quasi a 50 mila abitanti. Il fatto è che queste persone hanno una ricaduta pesante sulle casse del nostro Ente e non solo. Perché hanno bisogno e usufruiscono dei trasporti pubblici, dell'acqua potabile, dell'energia elettrica, dell'anagrafe, dell'Asl, usufruiscono delle poste, ormai al collasso. E, ovviamente, producono rifiuti. Immaginate 20 mila persone che ogni giorno producono rifiuti oltre a quelli che già normalmente lo fanno. Sono costi in più che non vengono addebitati a chi si dovrebbe, ma siamo costretti a spalmarli su coloro che risultano iscritti ufficialmente come cittadini all'anagrafe. Così non reggiamo. Siamo al collasso".

E' un grido di allarme, ma anche di aiuto, di una città spalmata su 27 chilometri di costa, incastrata tra Varcaturo a Mondragone, che sembra abbandonata ad un destino infame e che in alcune zone è sommersa da rifiuti, per lo più ingombranti, che ogni qualcuno incendia. I rifiuti, appunto, tra le tante criticità di Castel Volturno, sono uno dei punti cruciali sui quali si gioca il futuro finanziario dell'Ente e, di conseguenza, anche quello politico. Dal 2019 una giunta di centro destra, guidata dal sindaco Luigi Petrella, di Fratelli d'Italia, e sostenuta dalla Lega di Salvini, arranca quotidianamente e rischia di scivolare proprio sui rifiuti che a fatica vengono smaltiti. In molti posti restano in bella mostra cumuli enormi di ingombranti a testimoniare l'affanno di una storia lunghissima e che è destinata ad aggravarsi.

"Mi appello allo Stato, a chi può darci una mano - dice l'assessore Marrandino - Perché qui è impossibile andare avanti. Siamo usciti dal dissesto nel 2016, ma tra poco rischiamo di ricadere nel baratro finanziario. Da soli non ce la facciamo. I numeri sono impietosi".

Nel 2018 è stato emesso un ruolo per la Tari (Tassa sui rifiuti) di 7.973.958 milioni di euro. Sono stati incassati appena 3.500.000 milioni di euro. Il rapporto tra spese e incassi è più o meno sempre lo stesso, ogni anno. Un servizio in perdita che prosciuga le casse dell'Ente. Nel 2019 stesso andazzo. Emesso un ruolo per 7.832.000 euro. Incassati 3.154.000. Per il 2020 va addirittura peggio. Il ruolo è di 7.794.000 euro, incassati 2.627.158 euro.

"Abbiamo affidato ad una società di riscossione esterna, la Sogest, il compito di gestire i tributi. Lo fa egregiamente. Ma ci sono alcuni dati di fatto da cui non si prescinde. Un 50% di questi tributi sono a carico di cittadini che vivono sul nostro territorio, ma che non hanno niente da perdere. Non è che non vogliono pagare, non possono, non hanno i mezzi. Diciamo che un 10/15 per cento di evasione sarebbe fisiologica. Ma qui parliamo di persone che non hanno niente, dove l'agenzia di riscossione non può fare nulla. Gli togli il reddito di cittadinanza? Ci abbiamo provato, ma non si può fare".

"Fortunatamente - aggiunge l'assessore che ha anche la delega alla polizia municipale - da un paio di anni si sta lavorando bene su questo altro fronte. Qualcosa arriva nelle casse del comune grazie alla Polizia Municipale. Siamo passati da 14 mila euro di multe incassate nel 2018/2019, a quasi un milione di euro per il 2020. Abbiamo comprato un rilevatore di targhe sulla macchina. Abbiamo ripristinato un autovelox mai usato da 23 anni. Abbiamo comprato telecamere installate in località Bagnara per controllare sversamenti abusivi, abbiamo installato un photored per rilevatore di targhe per assicurazione".

Ma sono i rifiuti la palla al piede di ogni amministrazione che si è succeduta alla gestione del Comune. È come se questo settore subisse i sussulti di un territorio complicato che porta in dote il suo "peccato originale": i "fantasmi" che nessuno vuole vedere, perché tali non sono. Sono persone che hanno esigenze, necessità, diritti. "Avete deciso che devono stare qui gli immigrati? Bene - afferma l'assessore Marrandino - Ma ci vogliono i fondi per far reggere i servizi. Dateci i fondi e noi provvediamo. Pensate - insiste l'assessore - Solo per i funerali degli immigrati a carico del Comune, paghiamo quasi 180 mila euro all'anno".

E, come se non bastasse, c'è anche tutta la tematica dei vaccini che va affrontata. La Pandemia fa paura. Se non ci sono stati focolai pericolosi, è stato un miracolo. Come fare per vaccinare anche "i fantasmi"? L'Asl di Caserta ci sta provando grazie anche alla collaborazione del Comune, alla rete di associazioni di "Castel Volturno solidale" (Emergency, il centro Fernandes della Caritas di Capua, la protezione civile di Castel Volturno e i volontari del "Progetto Demetra", il centro sociale ex canapificio di Caserta, i padri comboniani). Dal 21 luglio è stato aperto un centro vaccinale presso il poliambulatorio Asl di Castel Volturno, dove due volte a settimana, il mercoledì e il venerdì, si può fare la vaccinazione dei residenti, ma anche di chi non ha documenti in regola.

"Sino ad ora sono circa 2000 i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno che sono stati vaccinati. - afferma Mimma D'Amico del centro sociale ex canapificio - La regione Campania è stata la seconda in Italia a permetterlo, dimostrando grande sensibilità e civiltà". "Qui vacciniamo tutti - assicura Stefano Zippo, operatore di strada del progetto Demetra - ci raccordiamo con il poliambulatorio di Emergency e con il centro Fernandes che ci forniscono i nomi degli immigrati e che poi vengono inviati al centro Asl di Francolise per l'approvazione.

A tutti facciamo il Moderna o il Pfizer. Qualcuno chiede di fare il Johnson & Johnson perché dopo l'uso obbligatorio del green pass c'è chi deve partire e il Johnson & Johnson prevede una sola dose. Sono arrivati per prima gli immigrati che hanno una voce in capitolo nella loro comunità. Qui l'informazione avviene ancora con il passaparola. Così chi si vaccina è di esempio anche ad altri, che cominciano a fidarsi e poi arrivano qui senza problemi".

"Ora - aggiunge Mimma D'Amico - si pone il problema del Green pass a chi pur avendo completato il ciclo vaccinale, non riesce a scaricarlo dal sito perché privo di tessera sanitaria. Stanno arrivando le direttive del ministero della salute. Speriamo che anche su questo la Regione Campania sia attenta e provveda a risolvere il problema".

Ma, tornando al problema dei rifiuti, per l'assessore all'Ambiente "è una lotta impari. Ci sono pezzi di territorio, Destra Volturno e Bagnara, che chiamiamo "zona rossa" dal punto di vista della raccolta dei rifiuti, che ci danno particolari problemi. La zona è altamente popolata da immigrati e da poche famiglie di italiani, tutte provenienti dall'hinterland napoletano. Senza nessuna offesa per l'hinterland napoletano, sono tutte persone che sono qui in cerca di fortuna.

Si arrangiano. Attaccano l'acqua, corrente elettrica, spesso le case sono occupate o con affitti irrisori. Parliamo almeno di 10 mila persone che abitano in questa zona. Vivono per lo più di reddito di cittadinanza e sono dediti a lavori tipo svuota cantine, ferrovecchi e lavori simili. Poiché qui c'è sempre da buttare un mobile, un televisore, pulire il giardino, ecc, vengono chiamate queste persone che caricano tutto e, se siamo fortunati, li vanno a scaricare nell'isola ecologica. Se siamo sfortunati, scaricano vicino ai cassonetti. Ecco perché ci sono tutti quei cumuli di ingombranti".

Ma i problemi relativi ai rifiuti sono stati in qualche modo aggravati anche dalle società che dovrebbero assicurare la raccolta. Da due anni il servizio è andato avanti grazie alle ordinanze del sindaco che affidavano ad una società, la Teknoservice, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, dopo che erano finite nei guai le altre due precedenti società che avevano vinto gli appalti, la DHI e la Senesi, per problemi di certificazione antimafia.

È stata l'Anac, l'autorità anticorruzione, a sollecitare gli amministratori per fare una regolare gara per l'affidamento del servizio. Gara che è ancora in alto mare. "Nei giorni scorsi abbiamo espletato una gara ponte attraverso l'Asmel - spiega l'assessore Marrandino - con l'affidamento del servizio per 8 mesi, con un capitolato che si avvicina a quello che vorremmo fare per i prossimi cinque anni. Hanno partecipato solo in due ditte e ha vinto una società di Ischia, la ISVEC, della famiglia Balestrieri che ha presentato un ribasso maggiore rispetto a Teknoservice. Il passaggio di cantiere dovrebbe avvenire a settembre".

Le malelingue sostengono che gli affidamenti provvisori sono serviti soprattutto ad alimentare il serbatoio clientelare dell'amministrazione comunale. Ma per l'assessore è solo una questione tecnica. "Abbiamo preparato un nuovo piano industriale grazie al responsabile dell'ufficio ecologia che si è avvalso di un piano elaborato dall'ingegner Francesco Girardi e in parte anche di quello che la DHI presentò nel 2010. Vogliamo ripartire da qui per arrivare a mettere insieme le varie zone di Castel Volturno anche per la raccolta differenziata."

La raccolta differenziata. Appunto. Rispetto all'amministrazione precedente che era arrivata a percentuali che superavano appena il 40 per cento, con l'esecutivo attuale la percentuale è ulteriormente scesa di almeno altri dieci punti. "Da soli non ce la faremo mai" continua a dire sconsolato l'assessore Marrandino, con la speranza che il suo grido di aiuto arrivi al Governo centrale per far fronte ad una situazione che rischia il collasso.

Un grido di aiuto a cui, per il momento, ha prestato attenzione il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che il 26 luglio scorso, nella sua visita in prefettura a Caserta, ha ammesso che Castel Volturno da sola non ce la può fare. "L'immigrazione - ha riconosciuto nell'occasione la ministra - è un problema che non può essere affrontato solamente dal Sindaco, su questo non c'è dubbio. Sono interventi che non sono stati fatti in vent'anni, lo Stato non è intervenuto con un'azione forte e come possiamo pensare che possa farcela un Sindaco da solo, senza risorse e capacità di gestire un fenomeno così complesso?". Ecco, appunto. Il Governo intervenga se ha intenzione di far rientrare Castel Volturno tra le città dove si vive dignitosamente. In mancanza il futuro è già segnato.

 

 

 

 

 

 

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