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Guatemala. Prigionieri in rivolta prendono in ostaggio 17 guardie e il direttore del carcere PDF Stampa
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di Ludovica Tagliaferri


sicurezzainternazionale.luiss.it, 14 agosto 2021

 

Un gruppo di detenuti, che sta scontando condanne in una prigione di massima sicurezza situata sulla costa meridionale del Guatemala, sta trattenendo il direttore del carcere e 17 guardie del Sistema Penitenziario in seguito a una rivolta, avvenuta giovedì 12 agosto.

Secondo la Direzione Generale del Sistema Penitenziario (DGSP), finora nessun ferito è stato registrato nel carcere del Centro de Alta Seguridad Canada, nel dipartimento di Escuintla, a circa 100 chilometri a Sud di Città del Guatemala. "C'è un maggiore controllo nel sistema penitenziario e dalla polizia civile nazionale (PNC) dopo gli avvenimenti recenti", ha affermato l'istituzione, in una breve dichiarazione. L'ente ha assicurato che il perimetro del carcere "è completamente protetto" dagli agenti del PNC e che al momento non si sono registrati disordini o feriti nella prigione.

Il DGSP non ha spiegato se i prigionieri che hanno preso in ostaggio le guardie e il direttore del carcere di massima sicurezza sono armati. I media locali hanno assicurato che il malcontento dei detenuti, che appartengono alla banda del Barrio 18, è dovuto al trasferimento di alcuni capigruppo in altre carceri del Guatemala. La Procura per i diritti umani (PDH) ha dichiarato, sui suoi social network, che da mercoledì notte, ha inviato personale al carcere per verificare la situazione.

Le bande guatemalteche sono note per i racket e le estorsioni, con le quali costringono uomini d'affari e piccoli imprenditori a pagare per la loro protezione. In caso contrario, rischiano di essere uccisi. Secondo il capo della DGSP, Luis Escobar, nelle carceri guatemalteche vengono spesso effettuate operazioni della polizia per combattere l'estorsione da parte dei detenuti all'interno delle prigioni. L'ultimo di loro è stato giustiziato l'8 agosto e 27 detenuti della prigione di Fraijanes sono stati trasferiti nella prigione di Pavón, situata nel Sud-Est del paese, con l'obiettivo di "avere il controllo totale e sradicare l'estorsione", ha comunicato il funzionario.

I gruppi criminali del Guatemala sono responsabili di quasi la metà delle 3.500 morti violente registrate all'anno nel Paese. Si tratta di uno dei più alti tassi al mondo. Secondo i dati ufficiali, le carceri dello Stato latino-americano hanno un sovraffollamento di oltre il 300%. Attualmente, il Guatemala è oggetto di critiche da parte di diversi Paese, tra cui gli Stati Uniti, dopo la destituzione della procura speciale contro l'impunità (FECI), Juan Francisco Sandoval. Sandoval, oltre a essere considerato una delle persone chiave nello smantellamento di oltre 60 strutture criminali, ha contribuito, insieme alla Commissione internazionale contro l'impunità (CICIG), un organismo delle Nazioni Unite, a consegnare alla giustizia l'ex presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, e diversi membri del suo gabinetto per atti di corruzione. Nabila Massrali, portavoce per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea, ha affermato, il 26 luglio, che la destituzione di Sandoval solleva "una serie preoccupazioni sull'impegno del Guatemala sullo Stato di diritto e sui suoi sforzi per combattere la corruzione". La portavoce ha poi aggiunto che la FECI "dovrebbe funzionare secondo il suo mandato e senza interferenze".

 

 

 

 

 

 

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