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Il mondo degli scrittori si ribella: "Ha ragione Papa Francesco, basta con i lavoratori-schiavi" PDF Stampa
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di Marco Menduni


La Stampa, 13 agosto 2021

 

Dopo la denuncia di Maggiani e la reazione del Vaticano. Nicola Lagioia: nessun settore più puro dell'altro. L'invito di Elisabetta Sgarbi (La nave di Teseo): "Tutti devono essere più sensibili al tema della legalità". "Veramente non possiamo lavorare tutti in modo giusto?". Lo scrittore Maurizio Maggiani, intervistato al Tg1 delle 20, ha rilanciato ancora ieri il suo appello ai colleghi e agli editori perché si alzi la soglia di attenzione, perché non accada che chi stampa i libri, quei libri che dovrebbero portare bellezza, elevare lo spirito, sia vittima di sfruttamento. La riflessione è nata dall'inchiesta della magistratura di Padova su lavoratori pakistani sfruttati, minacciati e percossi, che ha coinvolto anche due dirigenti della Grafica Veneta, una delle più importanti aziende del settore, posti agli arresti domiciliari. Maggiani ha inviato una lettera su questi temi a Papa Francesco, pubblicata il 1° agosto sul Secolo XIX. Sul giornale di ieri la risposta del pontefice allo scrittore. Il Papa scrive di essere rimasto molto colpito e ringrazia Maggiani per la "denuncia costruttiva": "Ma denunciare non basta, siamo chiamati anche al coraggio di rinunciare ad abitudini e vantaggi".

Prima l'accusa-denuncia dello scrittore Maurizio Maggiani, dopo la scoperta da parte dei magistrati di casi di sfruttamento, al limite dello schiavismo, operati da una cooperativa nell'azienda che ha stampato i suoi libri. Poi la lettera a Papa Francesco e la risposta del Pontefice: "La cultura denunci chi sfrutta il lavoro". Il caso sta agitando il mondo della cultura italiano.

Nicola Lagioia dal 2017 è il direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino. Dice: "Conosco il caso raccontato da Maggiani, ho letto e ho approfondito". La prima considerazione, lo ammette, è evidente ma imprescindibile. Va sottolineato un principio fondamentale: "Non c'è dubbio, in primis, che ogni fenomeno di sfruttamento del lavoro debba essere subito denunciato". Poi aggiunge una nota di realismo: "Purtroppo devo dire che non sono stupito per niente. Dove ci sono processi di produzione, non esiste un settore che possa definirsi più "puro" degli altri". La situazione denunciata da Maggiani cambierà però molte cose da ora in poi: "È evidente che anche gli editori dovranno porre una maggiore attenzione nell'affidare le commesse di stampa".

Che si sia scoperto un tale "baco" nella filiera della produzione letteraria ha lasciato stupito Maurizio de Giovanni. Scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, autore di bestseller. "Sono assolutamente su questa linea, condivido la denuncia di Maggiani. Sono in sintonia perfetta con quanto ha affermato Papa Francesco nella sua lettera". La riflessione: "Non sono sicuro che ci sia un rapporto diretto tra scrittore, editore e stampatore. Questa è una storia, brutta, di commesse alle aziende. Non una catena in cui emerga qualche consapevolezza in ogni suo punto". Ma la sensazione che pervade è di tristezza e di rabbia: "È raccapricciante che un settore come il nostro, che si basa su storie ma soprattutto su emozioni e sentimenti, debba sentirsi colpita da un atteggiamento orribilmente vessatorio nei confronti di lavoratori che avevano poche possibilità di difendersi".

Stupore al quale si accomuna quello di Andrea De Carlo. "Ho scoperto questa vicenda proprio leggendo gli interventi di Maggiani". Milanese, De Carlo è legato a Genova dalla figura del padre Giancarlo, uno dei più noti architetti italiani. Lo scrittore è stato protagonista anche di un "gran rifiuto". Avviene nel giugno 2009, quando si dimette clamorosamente dalla giuria del Premio Strega. Con una lettera al presidente Tullio De Mauro, denuncia le manipolazioni sistematiche dei principali premi letterari da parte dei grandi gruppi editoriali. C'è un'attenuante? "Ripeto: bisognerebbe sempre sapere, ma non era facilmente sospettabile. È molto importante che l'editore faccia delle verifiche e da oggi in poi ritengo che questo sarà fatto con maggior attenzione. Da parte dello scrittore non è facile. È comunque fondamentale denunciare qualsiasi situazione di sfruttamento, quando se ne viene a conoscenza".

Una battuta caustica, com'è nel carattere della persona, arriva da Luciano Canfora, tra i maggiori filologi e storici italiani: "Ma queste cose Maggiani dovrebbe scriverle al ministro Orlando. A Orlando e ad Enrico Letta, e dovrebbe farlo ogni giorno. Invece deve intervenire un presidente della Repubblica democristiano per sollecitare attenzione agli incidenti sul lavoro".

C'è anche il mondo degli editori a confrontarsi con quello che è accaduto. Elisabetta Sgarbi è un'artista poliedrica, guidata da una grande passione che l'ha portata a diventare la direttrice de La Milanesiana e a fondare la casa editrice "La nave di Teseo". "In generale - spiega - è giusto che tutti, non solo i cosiddetti uomini di cultura, siano sensibili ai temi della legalità e del rispetto delle norme sul luogo del lavoro".

 

 

 

 

 

 

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