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Afghanistan. I talebani conquistano anche Herat: fino a giugno era difesa dagli italiani PDF Stampa
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di Lorenzo Cremonesi

 

Corriere della Sera, 13 agosto 2021

 

Cade la terza città dell'Afghanistan. Poche ore prima espugnata Ghazni, la porta verso la capitale. Gli Usa inviano tremila soldati per evacuare l'ambasciata a Kabul. E così è caduta anche Herat. La perla dell'Afghanistan, la terza città per importanza del Paese, la più aperta al mondo, con un'antica tradizione di letterati e commercianti, la porta verso l'Iran e l'Europa, viene conquistata dalle colonne talebane dopo meno di tre settimane di battaglia. L'Italia è direttamente coinvolta, visto che per quasi vent'anni i suoi contingenti militari vi avevano operato di continuo mantenendo il quartier generale a poche decine di metri dall'aeroporto.

Ai primi di giugno la cerimonia dell'ammainabandiera in un hangar semivuoto al lato della pista di fronte al ministro Lorenzo Guerini era stata triste e di basso profilo. Un discorso breve: il ricordo della cinquantina di caduti italiani, qualche vaga promessa di aiuto e la garanzia agli interpreti che avevano lavorato per il contingente di poter venire in Italia. Già questo aveva il sapore della sconfitta, del si salvi chi può. Prima di sera si parlava del rischio di mortai talebani contro gli aerei in decollo. La situazione appariva assolutamente precaria. "I talebani sono qui, dietro le prime colline. Attaccheranno appena ve ne sarete andati", ci aveva confidato un addetto alle pulizie.

E così è stato. Neppure Ismail Khan, lo storico signore della guerra eroe delle battaglie contro i russi, era riuscito ad arginare l'inevitabile. Ieri nel tardo pomeriggio i talebani hanno liberato i loro compagni rinchiusi nella prigione locale, quindi si sono diretti al palazzo del governatore per issare la bandiera.

Kabul è nel panico. Numerosi Paesi invitano i loro cittadini ad abbandonare l'Afghanistan al più presto. Tra loro anche Stati Uniti (che stanno evacuando parte del personale dell'ambasciata e per questo hanno inviato sul posto tremila soldati) e Germania. Via terra è impossibile, i talebani controllano le strade in ogni direzione, le porte per il Pakistan sono in mano loro. E gruppi di banditi approfittano del caos per rapinare, proprio come avvenne dopo il ritiro russo nei primi anni Novanta. Il rischio della divisione tra milizie etnico-tribali si fa più vivo che mai. I turchi promettono che controlleranno l'aeroporto. Ma le memorie della guerra civile sono adesso tornate realtà.

 

 

 

 

 

 

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