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Frosinone. Morto il detenuto che aveva incendiato la cella PDF Stampa
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frosinonetoday.it, 8 agosto 2021


L'uomo, trasferito in ospedale in condizioni molto difficili, non è riuscito a superare le difficili condizioni in cui si era ridotto. Non ce l'ha fatta a recuperare dalle gravi ustioni che si era provocato dando fuoco alla sua cella all'interno del carcere di Frosinone.

Carmine Matrecano è morto in ospedale a causa delle ustioni riportate in tutto il corpo. Un vasto incendio che aveva anche provocato l'intossicazione di un altro detenuto e di cinque agenti della polizia penitenziaria che prontamente avevano provveduto ad evacuare la sezione poiché i detenuti presenti avevano manifestato segni di intossicazione dal fumo prodottosi, danno subito dagli stessi agenti durante le operazioni. Poi tutti insieme erano giunti presso l'infermeria del carcere ed il personale sanitario presente qui ha dovuto fronteggiare una situazione di estrema gravità senza avere a disposizione tutti i presidi occorrenti (in particolare l'ossigeno).

La nota dello Snami - "Durante l'incendio tra il 3 ed il 4 agosto scorso nel carcere di Frosinone il personale sanitario si è trovato a dover tenere testa in condizioni estremamente precarie e solo per la sua grande esperienza e coraggio si è riuscito ad evitare il peggio, fino all'arrivo del 118 che ha dovuto utilizzare le proprie apparecchiature in luogo di quelle carenti nel Penitenziario, e con il trasferimento in ospedale di alcune persone.

Questo fatto è la cartina di tornasole della condizione nella quale si trovano i sanitari penitenziari e, conseguentemente, la popolazione assistita, sia la Polizia Penitenziaria che i detenuti. La sanità penitenziaria - spiega in una nota il dott. Giovanni Magnante presidente provinciale Snami - per le particolari e spesso spaventose condizioni ambientali in cui opera, deve avere molti più presidi e risorse di quelle che ha, e che sono assolutamente insufficienti (per usare un eufemismo) a svolgere il suo importante e delicato compito. Non fornire dotazioni realmente adeguate significa non adempiere ad un dovere morale e giuridico da parte dei soggetti responsabili dell'organizzazione sanitaria.

Si chiede quindi un adeguato e tempestivo intervento da parte degli organi preposti, ognuno per la propria competenza, perché si provveda ad adempiere fornendo tutte le congrue e doverose risorse occorrenti alla sanità penitenziaria e assicurando condizioni organizzative adeguate allo stato particolare, anzi unico, della realtà penitenziaria. Tutto quanto sopra enunciato a vantaggio dei lavoratori della sanità penitenziaria, della Polizia Penitenziaria, dei detenuti e della stessa pubblica amministrazione".

 

 

 

 

 

 

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