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Milano. La Cgil: "Sì al lavoro dei detenuti, ma deve essere retribuito" PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 29 luglio 2021

 

Protocollo tra Prefettura, Comune di Milano e Ministero per l'utilizzo dei reclusi del carcere di Opera. Qualche giorno fa c'è stato un protocollo di intesa tra la Prefettura, il comune di Milano e ministero della Giustizia per l'utilizzo di persone detenute, del carcere di Opera, nell'attività di cura e manutenzione del boschetto di Rogoredo. Un protocollo che proviene dall'iniziativa "mi riscatto per" ideata dall'allora ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e poi man mano estesa in diversi comuni d'Italia.

Ma la Cgil di Milano, assieme all'Osservatorio carcere, non ci sta, perché appunto si parla di attività svolte da detenuti volontari e che questi verranno impiegati come manutentori del verde per pulire il parco. In sostanza si lascia intendere che l'attività di cura e manutenzione verrà svolta attraverso il lavoro volontario.

Ma il protocollo, in virtù anche di un confronto con la Cgil e l'Osservatorio carcere e territorio, dice qualcosa di diverso: "L'obiettivo del progetto è realizzare un percorso formativo e di orientamento al lavoro volto a sviluppare le competenze che sono necessarie per poter svolgere la mansione di operatore del verde. Il percorso si svolgerà attraverso una parte di formazione teorica e una successiva parte di formazione on the job. I detenuti che supereranno una prova di apprendimento teorico e pratico svolgeranno un periodo di tirocinio o di borsa lavoro".

Spiega la Cgil tramite un comunicato: "Si parla quindi di formazione e orientamento al lavoro, attraverso l'utilizzo dei tirocini, e un ruolo chiave dell'amministrazione nella definizione delle modalità di questi due percorsi. Non si parla di volontariato. Siamo d'accordo con il Sindaco Sala quando, citando la Costituzione, dice che la detenzione deve essere rieducazione e reinserimento. Siamo altrettanto convinti che il lavoro volontario non vada in questa direzione. Riteniamo infatti che questo sia figlio di una visione e di un pensiero che deve essere superato e che vede nel lavoro penitenziario un carattere espiatorio e risarcitorio".

I sindacalisti della Cgil, sottolineano che sono d'accordo con la Presidente del Tribunale di Sorveglianza Di Rosa quando dice che l'obiettivo del protocollo deve essere quello di restituire dignità ai detenuti attraverso il lavoro. "Il lavoro che restituisce dignità - sottolinea la Cgil - è quello riconosciuto, tutelato, retribuito.

Da Milano siamo convinti debba partire un messaggio chiaro. Un messaggio che dica a tutto il paese che sul lavoro penitenziario è necessario investire, che è fondamentale garantire percorsi di orientamento al lavoro e di formazione a tutti i detenuti, che bisogna dare piena attuazione alla Legge Smuraglia, che serve un grande lavoro culturale che racconti di come i percorsi lavorativi che garantiscono dignità, diritti e autonomia sono un valore per la persona detenuta e hanno un valore per tutta la collettività".

Per questo motivo, come osserva sempre il sindacato, il ruolo dell'amministrazione comunale è centrale nel garantire percorsi formativi di qualità e nel favorire processi che portino alla creazione di posti di lavoro, sia valorizzando la collaborazione con la cooperazione sociale, sia sfruttando la futura presa in carico della gestione del verde pubblico. "Per queste ragioni nei prossimi mesi saremo parte attiva per monitorare la realizzazione del protocollo tra Comune e ministero della Giustizia, affinché questo metta realmente al centro la dignità della formazione e del lavoro delle persone", conclude la Cgil.

 

 

 

 

 

 

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