Mercoledì 01 Dicembre 2021
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

Migranti. Save the Children: 2.040 vittime di tratta in Italia nel 2020 PDF Stampa
Condividi

di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 29 luglio 2021

 

Anche in Italia c'è il fenomeno dei minori vittime di tratta e sfruttamento. Parliamo dei "piccoli schiavi invisibili", che non a caso è anche il titolo del rapporto diffuso da Save the Children in vista della Giornata Internazionale Contro la Tratta di Esseri Umani.

I numeri snocciolati dall'organizzazione umanitaria sono chiari. In Italia, nel 2020 risultano in carico del sistema anti- tratta 2.040 vittime. Donne e ragazze si confermano la componente maggioritaria (1.668 vittime, pari al 81,8%), ma risultano in aumento rispetto al 2019 sia la componente maschile (330 uomini e ragazzi, pari al 16,2%) sia le persone transgender (42 vittime, pari al 2,1%). I minori sono 105, il 5,1% del totale delle persone assistite nel 2020. Sono 716, invece, le sole nuove prese in carico nel 2020, di cui 531 donne e ragazze (74,2%), 150 uomini e ragazzi (20,9%) e 35 persone transgender (4,9%). Tra le nuove prese in carico i minori rappresentano l'1% del totale, con 7 nuovi ragazzi e ragazze nel 2020, a fronte di 39 valutazioni effettuate.

Rispetto alle nazionalità, la Nigeria si conferma il principale Paese di provenienza tra le vittime - adulti e minori - complessivamente assistite nel 2020 (1.475 pari al 72,3%), anche se in leggero calo rispetto al 2019 quando le vittime nigeriane prese in carico erano 1.597 (78,6%).

Seguono i gruppi nazionali di Costa d'Avorio, Pakistan, Gambia e Marocco, ciascuno con 40 vittime assistite nel 2020, pari al 2% del totale. Sostanzialmente invariato rispetto al 2019 il numero di vittime assistite provenienti dalla Costa d'Avorio: una tendenza che, nonostante l'aumento dei flussi di ingresso provenienti dal Paese, si spiega con il fatto che per la maggior parte dei cittadini ivoriani, e in particolare donne e minori, l'Italia rappresenta un Paese di transito verso la Francia, cosa che non facilita la loro identificazione ed emersione. Risultano in aumento le vittime pakistane, salite da 25 (1,2%) del 2019 a 40 (2%) del 2020. Le vittime di origine romena prese in carico sono diminuite, passando dal rappresentare il 2,2% delle persone assistite nel 2019 all'1,3% del 2020.

Secondo il rapporto di Save the Children, per quanto concerne le tipologie di sfruttamento, il 78,4% (1.599 persone) del totale delle vittime in carico al sistema anti- tratta nel 2020 sono state sfruttate a scopo sessuale. Lo sfruttamento lavorativo ha riguardato il 13,8% (281 vittime) del totale delle persone in carico al sistema, in aumento rispetto al 2019 quando le vittime assistite erano l'11,6% (160 in totale). Il restante 7,8% delle vittime assistite è coinvolto in altre forme di sfruttamento, tra cui l'1% delle vittime assistite è stato coinvolto in economie illegali e lo 0,6% nell'accattonaggio. Dal rapporto emerge con chiarezza anche la tragedia delle ragazze vittime di tratta e sfruttamento insieme ai loro figli: bambine e bambini generalmente molto piccoli, spesso nati proprio dagli abusi subiti dalle madri, che non solo assistono a quelle violenze ma rischiano loro stessi di finire nelle mani di sfruttatori e trafficanti, oppure di essere usati come oggetto di ricatto nei confronti delle mamme. Gravi conseguenze per madri e bambini arrivano anche dallo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo, negli insediamenti informali isolati dai centri urbani e dai servizi.

Ma la pandemia ha anche reso lo sfruttamento della prostituzione ancora più invisibile. Parliamo dello sfruttamento indoor, ovvero nei luoghi al chiuso. Ma l'indoor si interseca con l'on line. Infatti, come evidenzia Save the Children, il cyberspazio si configura sempre più anche come luogo stesso dello sfruttamento vero e proprio - in particolare di giovani donne e minori - ad esempio attraverso le live chat, replicabili innumerevoli volte e strumento, dunque, di massimizzazione dei profitti, o la condivisione di materiale foto/video.

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it