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Giustizia: Davide Mattiello (Pd) e la visita a Massimo Carminati nel carcere di Parma PDF Stampa
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di Gianluca Perricone

 

L'Opinione, 10 gennaio 2015

 

Lui si chiama Davide Mattiello, è nato a Torino il 31 maggio 1972, è laureato in giurisprudenza e fa l'operatore sociale. È deputato del Pd e componente della Commissione Giustizia e di quella che si occupa di mafie ed altre associazioni criminali.

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Lettere: Salvatore Buzzi scrive dal carcere "sono innocente" PDF Stampa
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Il Garantista, 10 gennaio 2015

 

Caro direttore Sansonetti, sono il famigerato Salvatore Buzzi, arrestato il 2 dicembre nell'inchiesta Mafia Capitale, che ti scrive la notte di Natale per chiederti di darmi un attimo del tuo tempo. Sono accusato di essere un mostro, un mafioso, un corruttore e non ho alcuna possibilità di difendermi.

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Lettere: caro Buzzi, assurdo accusarti di essere un mafioso PDF Stampa
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di Tiziana Maiolo

 

Il Garantista, 10 gennaio 2015

 

Se Salvatore Buzzi fosse milanese, probabilmente lo conoscerei. Sarebbe uno dei tanti ex detenuti con cui avrei avuto contatti e collaborazione in qualche mia veste istituzionale. E la Cooperativa 29 Giugno sarebbe stata una di quelle con cui avrei organizzato il lavoro, interno e esterno alle carceri milanesi di S. Vittore, Opera e Bollate, come la Cooperativa Alice e le altre.

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Isernia: morte sospetta in carcere, indagine interna dell'Amministrazione penitenziaria PDF Stampa
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Il Giornale del Molise, 10 gennaio 2015

 

In attesa che il medico legale Vincenzo Vecchione consegni la perizia con l'esito dell'autopsia, emergono nuove indiscrezioni sulla morte di Fabio De Luca, il detenuto di 45 anni, originario di Roma, che nel mese di novembre ha perso la vita dopo aver battuto la testa mentre si trovava nella cella di due compagni nel carcere di Isernia. Le ultime indiscrezioni raccolte riguardano un'indagine interna disposta dall'Amministrazione penitenziaria. Sarebbero in corso alcune verifiche per capire se il 45enne in quel momento potesse o meno allontanarsi dalla sua stanza. Sembra che De Luca, in carcere da circa un mese, in quel periodo fosse sottoposto ad alcune misure di tipo precauzionale, di quelle che in genere si applicano nei confronti dei nuovi arrivati. Il 45enne poteva avere rapporti con tutti, socializzare, ricevere visite e fare telefonate. Ma in determinati orari doveva restare nella sua cella, né naturalmente poteva entrare in quella di altri compagni. Resta tuttavia da capire se questa disposizione fosse ancora in vigore.

Se questa ipotesi trovasse conferme scatterebbero, da parte del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dei provvedimenti per omessa vigilanza. Anche la Procura di Isernia ha fatto accertamenti in questa direzione, ma almeno per ora non sono emerse novità, tant'è che nel registro degli indagati restano iscritti solo i due detenuti napoletani, di 43 e 24 anni. Per ora il reato ipotizzato nei loro confronti è di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto. Ma non è escluso che l'esito dell'autopsia cambi le carte in tavola: subito dopo l'esame effettuato al Cardarelli di Campobasso, infatti, si parlò di traumi alla testa non compatibili con la caduta accidentale dal letto a castello, così come ipotizzato in un primo momento. Gli inquirenti non escludono De Luca sia stato vittima di un'aggressione.

 
Latina: è ancora emergenza sovraffollamento, oltre il 100% di detenuti in più PDF Stampa
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www.latinapress.it, 10 gennaio 2015

 

In base ai dati sulla capienza regolamentare dovrebbero essere in 76 ed invece, secondo le ultime statistiche diffuse dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, sono in 161, oltre il 100% in più. È questa la situazione del carcere di Latina resa nota dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Nei giorni scorsi, una delegazione dei Radicali Italiani aveva visitato la casa circondariale insieme allo scrittore Antonio Pennacchi, denunciando le condizioni di vita all'interno della struttura.

"Abbiamo ben presente la situazione denunciata dai Radicali - ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - che continua ad essere problematica nonostante l'impegno quotidiano degli operatori, dei volontari e della direzione del carcere. Quella della casa circondariale di Latina è una vicenda purtroppo tristemente e universalmente nota. Una struttura considerata inadeguata da tutti al punto da essere destinata alla chiusura, secondo le previsioni di uno dei Piani Carceri del Ministero della Giustizia.

Invece la mancanza di alternative e, soprattutto, di fondi per realizzare un nuovo carcere, ha fatto finire nel dimenticatoio questo progetto. Quella di via Aspromonte è una situazione che monitoriamo continuamente considerando anche la presenza di una sezione di Alta Sicurezza". Secondo il Garante, nonostante i problemi , negli ultimi mesi le presenze di reclusi a Latina sono aumentate, passando dai 139 detenuti censiti il 9 novembre ai 161 registrati lo scorso 31 dicembre. "Nelle prossime ore - ha concluso Marroni - ho intenzione di contattare i vertici del Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria (Prap) e la stessa direzione dell'Istituto per verificare insieme, se sia possibile ridurre il sovraffollamento e per individuare quali provvedimenti concreti possano essere adottati celermente per migliorare la qualità della vita all'interno del carcere".

 
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