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Taiwan: sei detenuti prendono ostaggi e tentano la fuga, poi si suicidano per protesta PDF Stampa
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Agi, 12 febbraio 2015

 

È finito in tragedia il tentativo di fuga e la clamorosa protesta di sei detenuti del carcere di Kaohsiung, nel sud dell'isola di Taiwan, che mercoledì pomeriggio avevano preso d'assalto l'armeria della prigione e preso in ostaggio alcuni funzionari del carcere. I sei detenuti si sono suicidati all'alba dopo avere rilasciato sani e salvi i due ostaggi che avevano con loro: il direttore del carcere, Chen Shih-Chih, e il capo delle guardie, Wang Shih-tsang.

Lo ha confermato in un intervento televisivo il vice ministro della Giustizia dell'isola, Chen Ming-tang, che non ha spiegato cosa abbia spinto i sei a suicidarsi. I sei reclusi, in carcere per reati di varo genere (dall'omicidio alla rapina) protestavano per le lunghe pene detentive e denunciavano la parzialità del sistema di giustizia nei confronti dei politici corrotti.

Secondo le prime ricostruzioni dell'evento, i primi quattro si sarebbero uccisi con i fucili e le pistole sequestrati dall'armeria della prigione mentre gli ultimi due si sarebbero suicidati dopo avere sparato altri colpi ai compagni di carcere per assicurarsi che fossero morti.

I sei prigionieri lamentavano anche le dure condizioni di vita nel carcere; e durante la notte, mentre la prigione era circondata da centinaia di agenti, i sei avevano fatto recapitare una lettera ai negoziatori in cui citavano come "ingiusto" il caso dell'ex presidente di Taiwan, Chen Shui-bian, a cui era stata garantita la libertà condizionale il mese scorso per problemi di salute, dopo essere stato condannato per corruzione nel 2009. Tutti e sei i detenuti dovevano scontare pene tra i 25 e i 46 anni di carcere per reati che vanno dal traffico di droga, la rapina a mano armata e l'omicidio. Tra i primi commenti, quello del presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, che ha condannato il tentativo di evasione dei sei detenuti definendolo "inaccettabile".

 
Stati Uniti: nel Massachusetts il bastardino evita il canile e... salva il galeotto PDF Stampa
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di Paola Battista

 

www.west-info.eu, 12 febbraio 2015

 

Portare in prigione cani maltrattati e affidarli alle cure dei detenuti. Non una sporadica iniziativa benefica, quanto un efficace percorso socio-educativo raccontato dal documentario made in Usa Dogs on the inside. Che descrive il sorprendente effetto dell'ingresso degli amici a quattro zampe sui reclusi di un istituto penitenziario del Massachusetts. Entusiasti dei nuovi fedeli compagni di cella da nutrire, portare a spasso e, soprattutto, educare con pazienza grazie alle tecniche apprese da istruttori esperti. Vere ancore di salvezza cui aggrapparsi per ricominciare, raccontano le guardie carcerarie. "Tutti meritano una seconda opportunità" afferma da parte sua il realizzatore "entrambi avevano bisogno di un amico". Uno strumento di risocializzazione dei condannati, che nel corso delle settimane ha messo in luce "ricadute tremendamente benefiche e drastici cambiamenti" nella condotta di ormai ex criminali.

 
Stati Generali sul carcere fra le sbarre PDF Stampa
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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2015

 

"Oggi, durante il progetto Scuola-Carcere, ad una domanda di una studentessa ho risposto che in carcere è difficile crescere e migliorare da soli, è più facile quando si comunica e ci si confronta". (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com).

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Stati Generali sul carcere: i messaggi dei nostri lettori al Ministro della Giustizia PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2015

 

Gentile Ministro, con la presente intendo sostenere l'appello della Redazione di Ristretti Orizzonti "sugli stati generali del carcere". Apprezzo da tempo il prezioso lavoro della redazione, in particolare quello di sensibilizzazione degli studenti, e ho avuto modo di apprezzare la qualità dei convegni organizzati nella casa di reclusione di Padova.

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Stati Generali sulle pene e sul carcere con i detenuti PDF Stampa
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di Stefano Anastasia (Presidente onorario di Antigone)

 

www.osservatorioantigone.it, 11 febbraio 2015

 

Il Ministro Orlando ha giustamente risposto in senso affermativo alla richiesta che gli è venuta da più parti, e principalmente dalla redazione di Ristretti orizzonti, di fare degli annunciati Stati generali sulle pene e sul carcere un'occasione di confronto anche con i diretti interessati, i condannati e le condannate, i detenuti e le detenute che vivono direttamente tale condizione e che possono offrire un punto di vista non solo "diverso", ma essenziale, anzi - meglio - imprescindibile alla comprensione dei problemi e dei limiti del nostro sistema penitenziario. Ciò detto, vorrei spezzare una lancia anche a favore della interlocuzione diretta con una realtà come quella di Ristretti.

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