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Oristano: sopralluogo Uil-Pa a Massama; troppi detenuti, organico punto debole istituto PDF Stampa
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Ansa, 1 marzo 2015

 

Nel nuovo carcere di Oristano, inaugurato due anni fa nella frazione di Massama, ci sono 307 detenuti, 102 in più rispetto ai 205 previsti dalla capienza regolamentare. In compenso ci sono molti meno agenti di quanti ce ne dovrebbero essere. Quelli attualmente in servizio sono infatti solo 180 a fronte dei 250 previsti. La conferma che i conti non tornano è arrivata dalla visita di una delegazione del sindacato della Polizia penitenziaria della Uil composta dal segretario regionale Michele Cireddu, dal coordinatore provinciale di Cagliari Raffaele Murtas e dalla segretaria provinciale di Cagliari Stefania Massidda.

"Quello dell'organico è il vero punto debole dell'istituto di Oristano - ha commentato Cireddu - i vuoti più importanti riguardano in particolare le figure apicali, ispettori e sovrintendenti, che in un carcere dedicato al trattamento dei detenuti in regime di Alta sicurezza come quello di Oristano sono di fondamentale importanza".

La questione non è di poco conto. In gioco ci sono, infatti, la sicurezza dell'Istituto, degli agenti di Polizia penitenziaria e degli stessi detenuti. Sicurezza che in questo momento appare tutt'altro che garantita, come confermano altri tre dati emersi nel corso della visita. Nel 2014 dentro le mura del carcere di Massama si sono registrati un tentativo di suicidio (sventato dalla Polizia penitenziaria) due aggressioni nei confronti del personale di Polizia penitenziaria e ben 110 episodi di autolesionismo da parte dei detenuti.

La visita della delegazione della Uil-Pa Penitenziari ha confermato anche che non sono state risolte le carenze strutturali segnalate all'indomani della inaugurazione, umidità, infiltrazioni d'acqua nelle giornate piovose e crepe nei muri sono ancora un problema tutto da risolvere, ma i soldi necessari non sono mai arrivati.

 
Firenze: chiusura dell'Opg di Montelupo, il Sappe perplesso sul futuro della struttura PDF Stampa
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www.gonews.it, 1 marzo 2015

 

Il 20 febbraio del 2014, il Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria della Toscana, Carmelo Cantone, ha incontrato le OO.SS. della polizia penitenziaria annunciando ufficialmente che entro il 31 marzo 2015 gli effetti della legge n. 9/2012 avranno luogo.

Gli internati attualmente presenti nell'Opg di Montelupo Fiorentino dovranno cosi lasciare la struttura penitenziaria per essere consegnati al servizio sanitario nazionale o in altre cd. strutture intermedie o nei casi di non dimissibilità trasferiti nella Rems (residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitarie) individuato nella città di Pistoia, presso un ex convento da ristrutturare.

Le parole dell'Amministrazione Penitenziaria sembrano smentite da una relazione del Governo, di recente riportata in Parlamento, dove parrebbe invece che la Rems per la Toscana e l'Umbria sia stata individuata in luogo dell'attuale Casa Circondariale di Massa Marittima.

Il Sappe plaude all'evidente passo in avanti compiuto dalle istituzioni con la definitiva "cessione" dei malati di mente al Servizio Sanitario Nazionale, ma non comprende le ragione per cui il prezzo da pagare sia la chiusura definitiva dell'attuale sito penitenziario.

Sono svariati milioni di euro "dai 5/6 milioni" quelli spesi dal Dap per adeguare la sede dell'Opg di Montelupo Fiorentino agli standard di detenzione moderna, all'indomani dei lavori della Commissione parlamentare, presieduta dall'Onorevole Marino. Pertanto tutto faceva presagire il mantenimento della struttura per altre finalità penitenziarie. Ad oggi l'Amministrazione Penitenziaria continua a sborsare migliaia di euro al mese per delle impalcature ancora installate presso la struttura di Montelupo e € 180.000,00 sono le spese inutilmente elargite per un modernissimo impianto di aereazione mai andato in funzione.

Non esiste, secondo quanto riferito in sede d'incontro, un concreto piano di riconversione-utilizzo della struttura, eventualmente con detenuti a basso indice di pericolosità. Se da un lato le notizie sul destino degli internati si rincorrono a vicenda dall'altro lato nessuno a speso ancora una sola parola per giustificare lo spreco di un così imponente investimento di denaro pubblico per una struttura penitenziaria che andrà perduta per sempre.

I Baschi Azzurri di Montelupo Fiorentino e di Massa Marittima non sanno a quale destino affidarsi ed è per questo che il Sappe, congiuntamente alle altre OO.SS. regionali, ha richiesto un urgente incontro con i vertici dell'Amministrazione Penitenziaria centrale.

 
Sanremo (Im): la Uil-Pa visita il carcere "Cristo si è fermato a Valle Armea, non a Eboli" PDF Stampa
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www.riviera24.it, 1 marzo 2015

 

"Chi parla di pubblici dipendenti fannulloni venga a fare il lavoro della polizia penitenziaria - così chiude Pagani - riportando una frase del massimo esponente Uil Carmelo Barbagallo". Venerdì 27 Febbraio, alle ore 14.00, così come annunciato, la delegazione della Uil capitanata dal Segretario Regionale Fabio Pagani, ha visitato la Casa Circondariale di Sanremo.

"Abbiamo verificato l'indecenza e lo stato dei luoghi di lavoro della Polizia Penitenziaria e non solo - commenta il sindacalista della Uil - penoso è anche lo stato delle camere detentive e soprattutto della Caserma Agenti - irritato Pagani aggiunge - la nostra iniziativa denominata "Lo scatto dentro, perché la verità venga fuori" - anche a Sanremo conferma, le infamanti e difficili condizioni di lavoro dove sono costretti a lavorare gli Agenti Penitenziari e le incivili condizioni di detenzione - si spera che i nostri servizi fotografici - spiega Fabio Pagani - siano un momento di riflessioni e per l'Amministrazione Penitenziaria e per le Istituzioni - le immagini dicono molto più delle parole sperando possano contribuire ad una presa di coscienza collettiva di come sia ancora distante la soluzione al dramma sociale delle condizioni di lavoro e di detenzione nelle nostre carceri - chiosa il Segretario della Uil-Pa Penitenziari - l'Istituto sanremese ha bisogno di un rinnovamento generale, dai luoghi di lavoro della Polizia Penitenziaria fino ai luoghi occupati dalla popolazione detenuta, veramente si può dire che Cristo si è fermato a Valle Armea non ad Eboli - chi parla di pubblici dipendenti fannulloni venga a fare il lavoro della polizia penitenziaria - così chiude Pagani - riportando una frase del massimo esponente Uil Carmelo Barbagallo".

 
Como: detenuto ha dato in escandescenze al Bassone, tre agenti finiscono in ospedale PDF Stampa
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di Paola Pioppi

 

Il Giorno, 1 marzo 2015

 

Botte e tensione al Bassone. Il soggetto non riesce a convivere bene con gli altri detenuti. Era stato spostato in infermeria, una situazione più monitorata ma ha dato in escandescenze. Ha aggredito tre agenti di polizia penitenziaria, in un momento di furia quasi impossibile da contenere. L'uomo, un nigeriano trentenne con problemi comportamentali, è detenuto nel carcere Bassone di Como dopo aver girato altre strutture lombarde, tra cui San Vittore.

Si trovava in cella nella sezione infermeria venerdì sera, assieme ad altri due detenuti che necessitavano di assistenza medica. Ma all'improvviso ha dato in escandescenze: per calmarlo, sono intervenuti tre agenti, che sono diventati i destinatari dell'aggressività dell'uomo. Li ha picchiati, buttati a terra, colpiti ripetutamente: pochi minuti di rabbia impossibili da contenere. Tutti e tre, sono finiti al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna, dove i medici hanno diagnosticato contusioni traumi, dimettendoli con una prima prognosi di sei giorni.

Giunto a Como dopo essere stato trasferito da altre case circondariali, il detenuto protagonista dell'aggressione di fatto risulta essere un soggetto di difficile gestione e convivenza anche con gli altri carcerati, al punto che, dopo aver girato alcune sezioni ordinarie, è stato spostato in infermeria, un contesto più raccolto e monitorato con maggiore attenzione dagli agenti. Ma anche qui, è riuscito a creare problemi.

"Nella sezione infermeria - protesta Davide Brienza, segretario regionale del sindacato di polizia Penitenziaria Cnpp - dovrebbero esserci solo detenuti bisognosi di cure, ma qui a Como ci sono persone con patologie psichiche, o che non trovano spazio in altre sezioni, rendendo così difficile il lavoro dell'area sanitaria".

Un problema già evidenziato in altre occasioni, ma in questo caso si aggiunge un altro aspetto: "Più volte - continuano i rappresentanti sindacali - è stato chiesto alla direzione di allontanare questo detenuto, perché pericoloso: a conferma, esistono diversi documenti, relazioni di servizio e denunce, ma non è stato fatto nulla. Ogni giorno ci sono risse tra detenuti al Bassone, e non dimentichiamo i tre casi di suicidi avvenuti di recente".

Tra ottobre e novembre, nell'arco di poco più di un mese, si erano infatti tolti la vita tre detenuti, all'interno delle celle. Tre casi molto differenti uno dall'altro: uno straniero con reati non particolarmente rilevanti, un italiano rientrato in carcere per un sequestro di persona e collocato in isolamento per divieto di comunicazione con i co-indagati, e un ultrasessantenne accusato dell'omicidio dell'anziana madre, con problematiche familiari molto forti. Tre storie senza legami, se non la disperazione di non trovare prospettive alla condizione a cui erano approdati. Il secondo suicidio, era inoltre avvenuto mentre al Bassone era in corso un'ispezione del Provveditorato per verificare le condizioni in cui era avvenuto il primo, precedente di una settimana.

 
Bologna; Uil-Pa; all'Ipm Pratello agente polizia aggredito, misure esemplari per i violenti PDF Stampa
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Comunicato Uil-Pa, 1 marzo 2015

 

"Nel pomeriggio di ieri un poliziotto penitenziario in servizio all'Ipm di Bologna è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per ferite riportate a seguito di un'aggressione da parte di minori ristretti, con una prognosi di 5 giorni". "L'Agente è stato preso di mira da un gruppo di giovani detenuti con l'intento di sottrargli le chiavi della sezione per correre in soccorso di un altro minore a cui, altro personale di Polizia Penitenziaria aveva rinvenuto, nella propria camera detentiva, un telefono cellulare". Così Domenico Maldarizzi, del Coordinamento Provinciale di Bologna della Uil-Pa Penitenziari, si esprime in relazione all'ultimo episodio di cronaca che vede l'aggressione in danno di un poliziotto penitenziario presso l'Ipm di Bologna.

"Il grave episodio è la conseguenza di una situazione allarmante che vivono i poliziotti penitenziari del Pratello, abbandonati a loro stessi e, sempre più frequentemente, oggetto di minacce e insulti da parte dei detenuti minorenni."

"Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza - afferma Maldarizzi - nei confronti di tutto il Personale di Polizia Penitenziaria presente al Pratello dove la situazione sta sfuggendo di mano ai vertici della struttura. Per questo chiediamo ancora una volta a gran voce - chiosa Maldarizzi - che nei confronti dei detenuti che si siano macchiati di tali violenze si adottino misure esemplari, nel pieno rispetto della legge e di ogni garanzia, anche per fungere da deterrente per tali spiacevoli episodi.

Il Dipartimento della Giustizia minorile - conclude il Coordinatore Provinciale di Bologna della Uil Penitenziari - deve assumere urgenti provvedimenti per il Personale di Polizia Penitenziaria che lavora al minorile di Bologna a cui, oltre ad essere oggetto di continue violenze da parte dei ristretti, non gli vengono concesse ferie per carenza d'organico ed, allo stesso tempo, vengono retribuiti straordinari e missioni con notevoli ritardi.

 
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